Kathmandu, il Terai e l’Annapurna
Il viaggio è una scoperta che non consiste sempre nel trovare nuovi luoghi.
Alcune volte è avere nuovi occhi.
ExpLover – Margherita
Stato dell’Asia meridionale, tra l’India e la Cina, con un territorio vario, di altitudini crescenti. Meta spirituale dei culti induista e buddista e ideale per gli amanti della natura e dei trekking ad alta quota. Offre paesaggi selvaggi al Sud, nei bassipiani della regione alluvionale del Terai, e paesaggi di montagna al Nord, sulle vette dell’Annapurna e dell’Himalaya, con il Monte Everest (8.848 metri), la vetta più alta del continente asiatico e della terra.
DA VEDERE – Nella capitale Kathmandu, nella valle centro meridionale, si vive il caos della quotidianità, dei mercatini e dei clacson inarrestabili delle auto, dei bus sovra-affollati e dei motorini che sfrecciano a zig zag. Si respira la fede della religione di chi prega in ogni dove, e la polvere delle strade sterrate anche nei più trafficati centri urbani. I numerosi stupa (templi) ricordano la sacralità di questa meta, perché qui è nato Buddha. A Sud, nel Chitwan National Park i coccodrilli si scaldano sotto i raggi del sole, a riva, nelle ore del giorno, e nelle acque calde del fiume, immersi fino agli occhi, al calar della sera. Accompagnati da guide locali è possibile trovarsi faccia a faccia con i rinoceronti e farsi strada nelle radure della jungla a bordo di elefanti. A Nord, le regioni dell’Annapurna e dell’Himalaya sono una culla di pace e tranquillità, nel silenzio della natura incontaminata. Lo spettacolo delle vette che si tingono di rosa all’alba, dopo un trekking di alcuni giorni, è un’emozione unica e indescrivibile. Per i più avventurosi l’Everest Base Camp è un avvincente percorso della durata di circa 15 giorni.

QUANDO ANDARE – Le stagioni sono due: secca (da metà ottobre fino a fine maggio) e umida (da giugno a metà ottobre). Nella stagione secca piove raramente, le giornate sono soleggiate e il cielo è limpido. Le temperature nella capitale si aggirano intorno ai 15 gradi di giorno e scendono considerevolmente di notte, ma mai sotto lo zero nella pianura del Sud e nella valle di Kathmandu. Sono invece sotto lo zero nelle località montane del Nord. Da tenere a mente che le abitazioni nepalesi non hanno impianti di riscaldamento, e non troverete alloggi riscaldati persino negli ostelli di montagna. Saprete apprezzare il calore di un fuoco la sera e di una coperta in cui rinvolgersi la notte, e la bellezza del sole che scalda alle prime luci dell’alba. Nella stagione delle piogge fate attenzione alle sanguisughe nella jungla. Le temperature sono elevate ed è alta l’umidità, ma i paesaggi si tingono del verde di una folta e rigogliosa vegetazione e delle immense e sconfinate terrazze di riso.

CONSIGLI UTILI – Lasciate perdere se non avete spirito di avventura e di adattamento. Amerete il Nepal solo se saprete apprezzare i sorrisi della sua gente e la bellezza dei suoi scenari, lontano dal lusso e dalla comfort-zone. E allora sarà un’esperienza indelebile, da portare sempre con sé.
COME VIAGGIARE – Dall’Italia i voli atterrano a Kathmandu International Airport. Il visto si fa all’arrivo in aeroporto, compilando il modulo e pagando in dollari in base al periodo di permanenza.
TRASPORTI, VALUTA LOCALE E DOVE DORMIRE – Nella capitale si possono prendere taxi per immergersi nel traffico sconsiderato e raggiungere ogni meta turistica a costi ridotti, per via del basso potere di acquisto delle rupie nepalesi rispetto alle valute europee ed occidentali. 1.000 rupie corrispondono a circa 10 USD. In Nepal vengono accettati anche i dollari, ma meglio cambiare in valuta locale nei molti negozi Exchange. Contrattare ogni prezzo, soprattutto per le corse in taxi. Spesso agli stranieri viene proposto un prezzo più alto dei locali, talvolta il doppio. Fuori dalla capitale, e in tutto il paese, i trasporti sono spesso accidentati e difficoltosi; succede soprattutto nei mesi più piovosi, perché interrotti dai monsoni che riempiono le strade di fango, essendo la maggior parte delle tratte sterrate. Raggiungere il Terai al Sud, o le regioni più a Nord partendo dalla capitale Kathmandu richiede minimo 7 ore di bus attraversando sentieri serpentini, su e giù per alti e bassipiani, e raramente asfaltati, con carreggiata stretta e senza guard rail. Per dormire si trovano molte soluzioni a ottimi prezzi, ma non troppo di lusso, dagli ostelli agli hotel per stranieri e rifugi di montagna.
PIATTI LOCALI – Bere acqua sempre e solo da bottiglie chiuse, mai dal rubinetto. Alcuni ristoranti servono acqua bollita. Il piatto che contraddistingue la cucina nepalese è indubbiamente il Dal Bhat: riso, verdure e patate, una zuppa di lenticchie e, talvolta, accompagnato da carne di pollo, speziata al curry. Molte famiglie nepalesi possono mangiare Dal Bath a pranzo e cena, tutti i giorni, con rare eccezioni. Nei ristoranti, se si ordina Dal Bath si può avere il refill finché non si è sazi. I Momo sono ravioli ripieni di carne o verdura cotti al vapore, simili ai tradizionali ravioli cinesi. I Naan sono delle semplici schiacciatine, dolci oppure salate, preparate con farina e uova. Il Lassi è un frullato di yogurt e frutta di stagione.
COSA METTERE IN VALIGIA – Portatevi una torcia (la corrente va e viene ovunque, anche in città), abiti caldi se viaggiate d’inverno, scarpe comode, e attrezzatura da trekking se siete amanti dei percorsi montani. Comunque potrete acquistare tutto a prezzi bassi anche direttamente in loco se avete spazio sufficiente in valigia.
LINGUA E TRADIZIONI – La gente del Nepal conosce, generalmente, bene l’inglese. Sebbene sia molto povero, è un paese di cui apprezzare la gentilezza e l’ospitalità del suo popolo. I visitatori devono tenere a mente che nepalesi e indiani entrano gratuitamente nei luoghi di interesse turistico e di culto, mentre gli stranieri pagano, e non è consentito entrare all’interno delle zone di preghiera dei templi indù, se praticanti altre religioni. È buona regola togliersi le scarpe nelle aree sacre, e anche nelle case, lasciandole all’ingresso. Ci si abitua velocemente alla profonda religiosità del Nepal e dei suoi abitanti, per la maggiore induisti e in parte buddisti. Il quarto figlio è un dono di fede, destinato a diventare monaco buddista. Le scimmie che abitano le foreste e invadono le strade dei centri urbani sono, secondo una leggenda, reincarnazioni dei monaci.

(A picture of LOVE) – Annapurna Range
ITINERARIO – 3 settimane
- Kathmandu, la capitale e la valle
- La jungla del Terai
- Annapurna Range
KATHMANDU, LA CAPITALE E LA VALLE – La capitale del Nepal conta 1,5 milioni di abitanti, più 3 milioni nell’agglomerato urbano della Valle di Kathmandu e la città si colloca a 1.400 metri sul livello del mare. Assolutamente da vedere è Boudhanath, un maestoso stupa al centro di una piazza con le sue bandiere variopinte, danzanti al ritmo del vento. Gli occhi del Buddha gigante all’apice della struttura bianca e dorata sono ormai il simbolo del paese in tutto il mondo. Thamel è il quartiere più vivace di Kathmandu. Le stradine del quartiere sono piene di ostelli e ristoranti, affollate da turisti e passanti. Qui si può comprare souvenir, assaggiare street food e vedere le caratteristiche bici a tre ruote. Kirtipur e Kalanki sono due aree di periferia dove vivere la confusione, la sacralità e il via vai della vita quotidiana, della Kathmandu più povera, fatta di mercatini di verdura su teli stesi a terra nella polvere, di gente che prega agli angoli della strada, di rumori del traffico e di odori dello smog, dove si incontrano rovine di stupa e di architettura tradizionale. Le scimmie sono di casa a Swayambhunath (non a caso la parola nepalese significa “tempio delle scimmie”). Il monastero Tergary si erge sulla collina che offre vista panoramica sulla città in un’oasi di solitudine e preghiera. L’Hanuman Dhoka è un complesso di strutture, in parte danneggiate dal violento terremoto del 2015, e ospita il Palazzo reale dei re Malla e della dinastia Shah nella Durbar (piazza) del centro storico. Budhhanilkanta è una statua del Buddha dormiente, di artista sconosciuto, distesa sull’acqua e cosparsa di fiori arancio. Pashupatinath, Patrimonio mondiale UNESCO, è il luogo più sacro del Nepal, dove gli indù camminano scalzi; per alcuni fedeli meta finale di lunghi pellegrinaggi. È un sito di preghiera e di cerimonie sacre; qui si svolgono i riti funebri delle cremazioni. Il fumo annebbia la vista e le ceneri vengono cosparse nelle acque del fiume Bagmati. Nella Valle di Kathmandu meritano una visita Patan, la città delle belle arti, e Bhaktapur, città storica ricca di beni architettonici e delle tradizionali lavorazioni di terracotta.

Bhaktapur Durbar Square
LA JUNGLA DEL TERAI – Il Chitwan National Park, creato nel 1973 e patrimonio dell’umanità dal 1984, è il parco più antico del Nepal, la cui area copre circa 930 km². Si trova a 200 km a Sud della capitale. Qui la gente vive di agricoltura e raccolta e di un amore profondo per la natura selvaggia. I suoi abitanti proteggono gli elefanti nei numerosi elephant breeding centre, sanno perfettamente convivere con tigri e rinoceronti, sanno riconoscere i suoni degli uccelli, navigare in canoe lunghe e strette in legno tra i coccodrilli e abitare le sorprese della jungla. Assolutamente consigliato un jungle walk accompagnati da guide esperte “armate” di un bastone il cui unico scopo è quello di allontanare rinoceronti, ovviamente senza mai colpirli, se questi dovessero tentare un attacco. Importante ricordare di non correre, altrimenti si diventa la preda (il rinoceronte può correre a 45 km/h). Le guide born to be wild sapranno proteggere i turisti in ogni circostanza. Si può esplorare la jungla anche sugli elefanti e alloggiare nei molteplici hotel vicini al parco.

ANNAPURNA RANGE – Sarangot è un piccolo villaggio di montagna, raggiungibile in taxi da Pokhara, da scoprire all’alba scaldandosi le mani con del tè caldo, fino a scorgere, piano piano, al sorgere del sole, le vette bianche e fumanti dell’Himalaya. Il percorso di trekking Poon Hill è uno dei più brevi, bensì suggestivi, nell’Annapurna Range. In 3 giorni di cammino si raggiunge alla sera il villaggio di Ghorepani, e alle prime luci del mattino seguente si arriva al punto panoramico di Poon Hill, a 3.210 metri, per ammirare da vicino, all’alba, le cime fumanti dei monti dell’Himalaya di 6.000 e 7.000 metri. Altri percorsi sono quelli dell’Annapurna Circuit, poco più lunghi, ma altrettanto belli. L’Everest Base Camp è il più impegnativo e lungo per gli scalatori non professionisti, ma esperienza unica per gli appassionati di percorsi montani. Ai piedi dell’Annapurna, Pokhara si affaccia sul lago Phewa. Con una barchetta in legno per attraversare il lago e dopo una breve camminata per scalare la collina si può ammirare lo stupa World Peace Pagoda, per godersi il relax di questa località turistica o per provare l’emozione di una vista mozzafiato facendo paragliding con un lancio da 800 metri di altezza.

Annapurna Range
Il risultato di questo viaggio, o meglio di questa esperienza, è un articolo pubblicato sul quotidiano nepalese e in lingua inglese, corredato da una selezione di foto che ritraggono donne a lavoro in vari contesti e località del Nepal. Qui sotto i riferimenti all’articolo e il link.
Women around Nepal from the eyes of a foreigner – Pubblicazione in DCNepal.com Donne e mestieri in Nepal, link all’articolo online: http://www.dcnepalonline.com/women-around-nepal-from-the-eyes-of-a-foreigner?fbclid=IwAR2Up11C5ut5tPgGEinQa8lx2J7duaTXiiJzHFZusI1j693NFmuLWwM2P9E












































