Diario di un viaggio in quarantena in Italia

Aprile 2020

Oltre un mese in quarantena.

Le misure di distanza interpersonale sono obbligatorie, così come le mascherine. Ma finalmente funzionano, dicono in TV.

L’approvvigionamento è difficile, allora chi sa cucire le fa per gli altri. Anche le associazioni di volontariato le hanno distribuite porta a porta.

Non c’è lavoro per artigiani, operai, operatori turistici, ristoratori, liberi professionisti.

Chi è in smart working, fa riunioni via Internet.

Sono aperti i supermercati, i negozi alimentari e i pochi servizi necessari.

Si può uscire per fare la spesa. Un solo membro del nucleo familiare. Si entra in fila, a distanza, con mascherina e guanti. Si fa una spesa grande, almeno per una settimana.

Così abbiamo le scorte, non manca mai nulla per mangiar bene e passare il tempo. E il cibo consola un po’.

Scuole chiuse e compiti al computer. I ragazzi di terza media faranno una tesina. I maturandi faranno la sola prova orale online. Nelle Università ci si laurea online.

Niente notte prima degli esami quest’anno, quella un po’ insonne con l’adrenalina di trovarsi davanti alla commissione dei professori e i compagni di classe seduti dietro.

La città è vuota, silenziosa e dorme, anche di giorno. I parchi giochi non hanno bambini che giocano. La strada principale non ha macchine che passano. Le fabbriche non hanno camini che fumano.

Europei di calcio rinviati al 2021. Olimpiadi rimandate al 2021.

Una settimana alle Maldive posticipata al 2021.

Concerti, tour, festival, eventi, tutti annullati. Ristoranti, bar, discoteche, locali, tutti chiusi.

Compleanni con gli auguri in video-chiamata.

Chi viene ricoverato in ospedale è da solo. Perché gli affetti stanno lontani. Ci sono i medici e gli infermieri. E la fortuna è tornare a casa.

A casa c’è tempo per tutto, per mettere in ordine, per fare i dolci, per dipingere, per fare allenamento in salotto davanti a YouTube, per leggere e scrivere.

Fuori è tutto troppo distante dalle mura domestiche.

Battesimi, comunioni, cresime, matrimoni soltanto se senza invitati.

Non vengono celebrati neppure i funerali. Ci sono file anche per cremare i cadaveri. A Bergamo c’erano troppe bare.

Non ci sarà nessuna messa, nemmeno a Pasqua. Il Papa era da solo e Piazza San Pietro era vuota, in televisione.

Non ci sarà il pranzo da mia madre, lei che sa cucinare meglio di me.

A Pasquetta il meteo dice che quest’anno non piove, ma non andremo a prendere il primo sole di primavera.

Non saremo circondati dagli amici di sempre.

Non abbiamo mai apprezzato come in questo momento il giardino di casa, in ogni bella giornata, fino al tramonto.

Il prezzo della benzina è sceso a 1,4 € al litro, ma l’auto è parcheggiata.

I confini sono adesso muri invalicabili.

Le uniche eccezioni sono per il traffico di merci e sono permessi i rimpatri di connazionali all’estero.

Sono previste multe e denunce per violazioni delle regole, tra cui uscire di casa senza necessità, in Italia.

Ci sono nazioni in cui la polizia picchia e spara, a chi esce di casa senza necessità.

Ovunque nel mondo siamo un po’ tutti nello stesso viaggio. E ancora nessuno è immune alla malattia. Aspettiamo un vaccino.

Gli italiani sono come i cinesi prima, gli europei sono come gli italiani prima.

Altrove i capi di stato annunciano la quarantena. Alla fine sono tutti come noi, e noi tutti come loro. Ovunque si muore. Ovunque abbiamo paura.

Ogni giorno il TG ci aggiorna sul numero dei nuovi contagi, dei guariti, dei decessi.

Intanto la Protezione Civile nel quartiere ci rammenta al megafono di rimanere in casa.

I disoccupati hanno bisogno di un lavoro.

I dipendenti di attività primarie hanno paura di andare al lavoro.

Il personale medico lavora senza sosta e ha paura di tornare a casa.

L’Italia è in lockdown dall’8 marzo 2020 durante la pandemia globale Covid-19 iniziata in Cina i primi di febbraio 2020.

E in questo tramonto, come ieri e come domani, prima del TG, penso che la vita è preziosa e fatta di tanti particolari che a volte diamo per scontato.

Come gli abbracci.

Come le domeniche sportive.

Come le cene in famiglia.

Come le serate con gli amici.

Come i viaggi.

Quando leggeremo dal futuro, sorridiamo. E gustiamoci le gioie dei tanti particolari.

Pubblicato da ExpLovers.net

Blog di viaggi per appassionati e curiosi, amanti dell'avventura e dell'esplorazione, verso lingue e culture lontane, in cerca di certezze e novità.

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