Ricordi di tre giorni nel mito d’America, la città di New York, prima tappa di un coast to coast fino a Los Angeles.
Giorno 1 a New York – Dall’hotel nel Queens è comodo usare la New York City Subway, la rete metropolitana. La nostra prima meta dopo un’abbondante colazione a base di uova, bacon e pancakes è una passeggiata mattutina dentro Central Park. Nel verde si intravedono scorci di grattacieli e timidi scoiattoli che sfuggono veloci anche agli scatti della nostra fotocamera. Proseguiamo per Harlem, ammirando i murales che rivendicano i diritti dei neri afro-americani ottenuti dopo innumerevoli battaglie. Non è domenica è non c’è occasione di fermarsi in chiesa dove sarebbe stato piacevole ascoltare della vera musica gospel. In metro raggiungiamo Ground Zero e il memoriale al World Trade Center. Una rosa appoggiata su uno dei tanti nomi scalfiti in bassorilievo nel marmo delle lapidi celebra il compleanno di chi oggi non può festeggiare. L’acqua sgorga nel vuoto, nella sagoma che era qualche anno fa le fondamenta della torre. E la sua gemella, adiacente. La Freedom Tower svetta sopra la skyline dei grattacieli circostanti. Passiamo da Wall Street, sede della borsa, fino alla statua del toro bronzato. Il traghetto sull’oceano si dirige verso Ellis Island e poi l’inconfondibile Statua della Libertà al centro di Liberty Island, per poi tornare ad ormeggiare a Battery Park. La sera abbiamo abiti eleganti ed una prenotazione al Blue Note, uno dei locali che non potete assolutamente evitare di visitare se siete amanti della musica, per cenare con note jazz in sottofondo.

Giorno 2 a New York – Il secondo giorno inizia con la solita colazione abbondante, che in questo viaggio ci farà dimenticare le buone abitudini della dieta mediterranea, per poi sfrecciare con le city bikes sul ponte di Brooklyn. Ci fermiamo per una visita al museo di arte contemporanea Moma, che ospita anche opere di puntinismo e impressionismo tra cui la Starry Night di Van Gogh. La National Library è una struttura di marmo e di eterna eleganza, affollata da visitatori e studiosi. Nel Bryant Park ci sdraiamo sull’erba tra la gente, prendendo in prestito un telo messo a disposizione per chi non se lo fosse portato da casa, in attesa di un concerto con un’atmosfera un po’ hippie e piacevolmente leggera che ci accompagna nel tardo pomeriggio. Arriviamo al tramonto a Times Square, e lo spettacolo della frenetica piazza si accende insieme alla sera, quando i neon dei cartelli pubblicitari ravvivano ogni angolo della scena insieme agli artisti di strada, taxi gialli, folle di turisti intenti a praticare l’arte del selfie e newyorkesi di fretta. I neon fanno a gara a mostrare gli spettacoli di Broadway e questo ci ricorda l’altro motivo per il quale siamo in questa zona. Noi abbiamo scelto un classico, The Phantom of the Opera al Majestic Theatre, prendendo i biglietti in anticipo (cosa che vi consigliamo di fare se non volete rischiare di rimanere fuori). Dopo lo spettacolo e prima della buona notte c’è ancora tempo per ammirare la panoramica di New York e le sue luci dall’alto dell’Empire State Building, l’ultimo dei grattacieli a chiudere le proprie porte di accesso, reso famoso dalle scene cinematografiche del primo ed originale King Kong.

Giorno 3 a New York – Dedichiamo il terzo giorno ai quartieri China Town e Little Italy, riproduzioni fedeli delle città cinesi e dell’Italia immigrata, senza saper resistere a cannoli siciliani e ad una rivisitazione americana degli spaghetti al sugo e polpette. La High Line, percorso alternativo che raccomandiamo per fuggire dal caos cittadino, traccia una strada pedonale contornata di verde nel contesto urbano della vecchia ferrovia ormai attorniata da palazzi dall’estetica futuristica. Verso sera arriviamo nel Chelsea Market, storico mercato dove si assaggiano cibi da tutte le culture e tradizioni culinarie; una bella metafora del melting-pot newyorkese.
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