Questa quarantena ha livellato tutti: chi voleva viaggiare in Italia o vedere il mondo, chi stava bene a casa propria e non provava mai il bisogno di viaggiare, e persino chi invidiava continuamente chi è solito viaggiare.
Ci sono vari approcci al viaggiare. Dipende dalle persone.
Se sei capitato in questo blog probabilmente adori viaggiare, e magari non ne puoi fare a meno. Per te è essenziale partire per un viaggio almeno una volta l’anno, vuoi scoprire una località nuova, in un viaggio di durata indefinita, in Italia o all’estero, da solo, in coppia o in famiglia. Essere in vacanza ed avere del tempo libero si traducono nella necessità di fare un bel viaggio.
Il mondo è bello perché vario e vige la regola del de gustibus… Quindi nella categoria opposta ci sono quelli che stanno bene a casa. Viaggiare non è essenziale per sfruttare bene il tempo libero perché “casa dolce casa”, anche nei momenti di libertà. Le mura domestiche o la località balneare vicina a casa sono comunque un’ancora di salvezza e un’oasi di pace lontano dalla routine, anche se le stesse diventano nel tempo luoghi familiari e routinari. Magari perché basta la stessa compagnia, o la famiglia, a rendere tutto perfetto.
Ci sono poi quelli che per riuscire a partire ci pensano e ci ripensano e prima di prenotare attendono la coincidenza astrale, riducendo le possibilità di viaggiare al minimo, ma comunque poi succede che riescono a partire, non troppo spesso, ma partono.
E poi ci sono gli “haters dei viaggiatori” che vedono chi viaggia come persone privilegiate che hanno tanto tempo libero (anche se hanno altrettante ferie), che hanno tanti soldi (anche se per viaggiare non serve necessariamente esser ricchi).
E poi c’è la triste realtà che questa quarantena ci obbliga ad essere tutti disinteressati ai viaggi.
Chissà come cambierà poi l’approccio al viaggiare?
Ci saranno quelli che non vedono l’ora di riprendere a viaggiare, che hanno rinunciato ad uno o più viaggi e vorranno assolutamente recuperare.
Quelli che torneranno comodamente nella solita località sciistica per il capodanno, o nella solita località balneare nelle ferie di agosto.
Quelli che continueranno a chiedersi come fanno mai quelli che viaggiano sempre, con il tempo e con i soldi.
E quelli che forse avranno cambiato le loro prospettive. Che prima viaggiavano e invece hanno apprezzato la routine dell’ancora sicura, tra le mura domestiche e nella culla dei luoghi più familiari. O quelli che reagiranno ad un periodo di obbligate e necessarie restrizioni stravolgendo le proprie abitudini e sentendo un irrefrenabile bisogno di libertà.
Chissà.
Nel bel mezzo di una pandemia globale, senza possibilità di sognare una prossima meta, che amarezza, essere tutti uguali!