La tradizione polacca dell’antica capitale, le leggende del castello, i luoghi della memoria e le miniere di sale di Wieliczka
Un’inaspettata sorpresa durante uno scalo intrepido di un viaggio all’estero nell’estate 2020, nel bel mezzo delle limitazioni e delle prenotazioni low-cost all’ultimo minuto. Un volo Wizz Air in partenza da Roma Fiumicino e con destinazione finale Tromsø, ci ha regalato due notti nell’antica capitale della Polonia. Il nome in polacco è impronunciabile, Kraków, ma in una giornata di sole Cracovia è una città piacevole e nelle sere d’estate è viva di locali, ristoranti e bar, giovani, famiglie e coppie per le strade.

Arriviamo nel tardo pomeriggio, ma ancora con la luce del giorno. Volo in perfetto orario. E già questa è una soddisfazione, consapevoli dell’azzardo della nostra prenotazione avvenuta tre giorni prima della partenza, controllando le restrizioni anti-Covid e le offerte migliori su Skyscanner. Con circa 30 euro a persona abbiamo comprato la tratta dall’Italia alla Polonia. Poi con circa 50 euro a persona, incluso un bel bagaglio da stiva per i vestiti invernali, abbiamo comprato la tratta da qui alla Norvegia del Nord. Più o meno abbiamo speso le stesse cifre per i voli di ritorno, ma passando per Danzica. Grazie ad un pizzico di follia e ad una buona dose di fortuna è andato tutto bene. E sebbene per pochi giorni, le città meno conosciute della Polonia, rispetto alla meta più gettonata e capitale Varsavia, ci hanno incredibilmente affascinato. Un Uber, o in alternativa uno dei taxi in fila, da prendere appena usciti dagli arrivi, sono soluzioni celeri, eppur molto economiche, per raggiungere il centro storico dall’Aeroporto Internazionale Cracovia-Balice Giovanni Paolo II, in circa quaranta minuti di auto (per soli 35 zloty, che corrispondono più o meno a 8 euro). Anche l’autista ci accoglie con simpatia alla notizia di essere italiani. Nessuna discriminazione causa Covid-19 e allarmismo mediatico, ma rispetto e ordine nell’uso di mascherina e nella pratica del distanziamento sociale. Il nostro hotel è situato nel centro, all’inizio della via che va verso la Basilica di Santa Maria e il centro storico. A Cracovia ci si può permettere il lusso con una spesa modica. Il nostro albergo, con tappeto rosso e quadri d’epoca, si trova proprio davanti alla Porta di San Floriano, l’inconfondibile torre gotica dal tetto in granito rosso che contraddistingue l’architettura polacca, un tempo fortificazione costruita per proteggere la città dagli attacchi dei turchi. La finestra della nostra camera, in stile neo-classico, si affaccia sulla via che porta alla Basilica di Santa Maria e alla Piazza del Mercato, il centro storico e punto nevralgico della città. A pochi metri, nel Museo Czartoryski si può vedere il celebre dipinto di Leonardo, La Dama con L’Ermellino. Su Booking.com avrete l’imbarazzo della scelta per hotel moderni o più classici in posizioni comode e sempre a buon prezzo. Al tramonto passeggiamo verso la piazza principale, la Piazza del Mercato, con le carrozze bianche da fiaba in attesa di portare turisti e visitatori. I bar sono aperti e pieni di gente e la birra alla spina in Polonia scorre a fiumi. A cena ci sono molti locali tipici di specialità polacche da scegliere fidandosi delle recensioni positive in TripAdvisor. Morskie Oko è poco distante dalla piazza. La cameriera in abiti tradizionali ci porta all’interno. Si mangia nel sottoscala, una meravigliosa sala dalle mura in pietra adornate in ogni angolo, con un mulino, un camino e un’atmosfera talmente calda ed accogliente che sembra Natale anche in pieno agosto. Una band di archi suona in sottofondo musica dal vivo dalle note vivaci. Ci sono tavoloni in legno e i piatti sono abbondanti. Il bigos (stufato di carne con patate) è una specialità, insieme ai piroghi (ravioli ripieni di carne o formaggio), le zuppe e vari piatti a base di carne con contorni di verdure in agrodolce. Di sicuro ci si alza da tavola soddisfatti quando le porzioni sono così generose. Passeggiando per le vie del centro, la sera ci sorprende un acquazzone, ma la mattina seguente è il cielo è limpido e la temperatura è perfetta per visitare Cracovia sotto il sole, senza esser mai troppo caldo per fare i turisti d’estate.

La mattina presto la via che porta alla Basilica di Santa Maria è semi-deserta. Sulla strada sbarrata al traffico, fatta di pietre e lampioni e case dalle facciate variopinte, sono già pronti i venditori di obwarzanek, le ciambelle di cui le piccole bancarelle ambulanti di vetro con le ruote e il tettuccio parasole sono già stracolme. Qualcuno è in bici, qualche carrozza bianca è già pronta con i cavalli imbrigliati e curati in ogni dettaglio, in attesa dei primi visitatori.

Con un Uber arriviamo a Wieliczka, nell’area metropolitana, appena fuori da Cracovia, per visitare le miniere di sale. Si tratta di una vera e propria città sotterranea che un tempo rese ricca la Polonia, oggi una delle attrazioni principali nei dintorni di Cracovia. Wiliczka fu attiva dal XIII secolo al 1996, nella lista dei patrimoni dell’umanità UNESCO, è una delle più antiche miniere di sale al mondo. Si scende ad una profondità di 327 metri e si visitano in un tour guidato i cunicoli, i laghi e le grotte scavate per un’estensione di 287 km! Ovviamente impossibile percorrerli tutti in alcune ore. Alcuni sono chiusi quando sottoposti ad attività di controllo e restauro per garantire la massima sicurezza. Di certo, il luogo più spettacolare delle miniere è la cappella di sale, conosciuta come la “Cattedrale sotterranea della Polonia”, un’enorme sala a cui si accede da una terrazza panoramica illuminata da giganti lampadari in cristallo e adornata da sculture in rilievo lungo le pareti e figure religiose tutte in sale, tutte scolpite dai minatori. Persino i cristalli dei candelieri sono stati forgiati nel sale. La Polonia va orgogliosa di questo patrimonio storico e culturale, una volta fonte di ricchezza, oggi museo, oltre a sanatorio sotterraneo per curare allergie croniche, asma e malattie respiratorie.
Alcuni consigli pratici sulle miniere di sale di Wieliczka e come raggiungerle da Cracovia. Le miniere di sale distano 13 km da Cracovia e si trovano all’indirizzo Daniłowicza 10. Il miglior mezzo in termini di velocità e prezzo se non si ha un’auto è Uber. Il taxi è un po’ più costoso, ma la tariffa non sarà eccessiva. In treno si può arriva dalla stazione centrale di Cracovia (Dworzec Główny PKP) alla stazione Wieliczka Kopalnia. In autobus con il numero 304. Controllate gli orari di apertura in base alla stagione. Il costo del biglietto è 84 zloty (18 euro) per gli adulti; mentre il ridotto (bambini e studenti fino a 26 anni) è 64 zloty (14 euro). Sono previsti tour in inglese e in lingua italiana, a orari scaglionati in base ai gruppi. È consigliata la prenotazione o almeno informarsi sugli orari della visita che ha una durata media di 3 ore.

A pranzo la soluzione più economica in assoluto, e da provare, è fermarsi ad uno dei molti Mlecny Bar, i self-service del vecchio regime comunista; una sorta di mensa per poveri, ora aperta a tutti. Con 12 zloty (meno di 3 euro) a persona si può assaggiare un abbondante piatto di stufato. Si siede a tavoli rustici e il locale si riempie presto di giovani e pensionati.
Tornati a Cracovia, passeggiamo nelle vie dello storico quartiere ebraico Kazimierz. Ci sono botteghe dalle insegne in legno accuratamente verniciate, di sarti, calzolai e barbieri. Qui si incontrano uomini dagli abiti neri e dai cappelli a cilindro, con la barba e i capelli lunghi ai lati della testa. Le sinagoghe ricordano le vittime dello sterminio nazista nei nomi di intere famiglie incisi su fredde lapidi di marmo. Nel quartiere riecheggia ancora nell’atmosfera il silenzio e l’orrore dell’olocausto. La fabbrica del Sig. Oskar Schindler, che ispirò il celebre film Schindler’s list di Spielberg, è raggiungibile a piedi e riporta indietro nel tempo e in una triste realtà. Il luogo della memoria per eccellenza, i campi di sterminio più tristemente noti, Auschwitz-Birkenau, distano meno di due ore di treno da Cracovia, ed una visita è assolutamente consigliata se si ha un giorno in più a disposizione.

Sempre a piedi arriviamo al Castello del Wawel, simbolo storico e leggendario. Si narra che fu costruito sulla caverna in cui visse un drago sputafuoco (Smok Wawelski), di cui conserva la memoria una statua lungo il fiume. Qui visitiamo la Cattedrale gotica. L’architettura di questo luogo, dalla piazza, alla vista panoramica dalla torre, rispecchia in ogni angolo la tradizione architettonica polacca: palazzoni in mattoni rossi, torri dalle forme slanciate verso l’alto e tetti a spiovente in granito, mentre il Wavel è un insieme di stili architettonici, dal romanico al gotico, dal rinascimentale al barocco, lo sfarzo delle chiesa decorata d’oro fuori, pura di bianco intonaco con quadri e vetrate di raffigurazioni sacre dentro, e il Castello reale protetto dalle mura difensive. C’è tutto il tempo per rilassarsi prendendo un caffè ad un bar della piazza e poi passeggiare lungo il fiume Vistola, dove corrono i monopattini elettrici, usati da molti giovani e prenotabili con app.
Alcuni consigli pratici sul Wavel e come organizzare una visita. Il Wavel si trova nella parte alta di Cracovia e la fortezza è visibile da tutta la città. Si raggiunge a piedi dalla città vecchia, oppure prendendo il tram (numero 9, 10, 13, 19, 22, 24, fermata Wawel). Gli orari di apertura variano a seconda della stagione. Il costo del biglietto è 18 zloty (4 euro).

Di nuovo in centro, ammiriamo per l’ultima volta il Rynek, in polacco la Piazza del Mercato e principale di Cracovia, una delle più grandi d’Europa, di cui i polacchi vanno tanto fieri raccontando sia la più grande del mondo, fermandoci a sorseggiare un tè fresco dal bar con terrazza sul Palazzo del Tessuto al tramonto, con vista sulla Basilica di Santa Maria, le sue due torri gotiche e di altezza differente, custode dell’altare più antico d’Europa. A cena abbiamo un’altra occasione per assaggiare specialità d’anatra al ristorante Czarna Kaczka (The Black Duck), seduti ad un tavolo con tovaglie a quadretti bianchi e rossi, dentro ad uno dei tanti vicoli bui illuminato da candele, poco distanti dalla piazza che la sera si riempie di persone e si anima di chiacchiere e birra, per una città che ci ha lasciato l’impressione di non addormentarsi mai.
