Arrivati in scalo dalla Norvegia, il nostro volo prevedeva un’attesa di un giorno a Danzica, Gdańsk in polacco, gioiello sul Mar Baltico e porto principale della Polonia, centro dei commerci fluviali, ma anche culla di storia e cultura. E allora con la nostra valigia (perché durante le misure anti-Covid non erano disponibili gli armadietti di custodia bagagli in aeroporto), abbiamo passeggiato per le vie di questa meravigliosa città sfruttando al meglio il poco tempo a disposizione prima di prendere l’aereo di ritorno.

Danzica è un vecchio porto sulla Motlawa, dove oggi transitano navi da crociera dirette ai fiordi norvegesi e al mare del Nord. Ma Danzica è anche la città natale del celebre filosofo Arthur Schopenhauer. E qui nacque Solidarnosc, il movimento sindacale che partì dagli scioperi nei cantieri navali e segnò l’inizio della fine del regime comunista polacco, fino al crollo del muro di Berlino e lo smantellamento della Cortina di ferro. L’architettura industriale, trasfigurata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, contrasta con i colori variopinti delle facciate arcobaleno della cosiddetta Glowne Miasto (“città principale”), alternarsi lungo la Via Reale, a ricordare un passato più lontano nel tempo, quello in cui Danzica era la città cosmopolita di approdo della Lega anseatica, alleanza commerciale di mercanti a dominare gli scambi sulle acque del Mar Baltico. Questa bellissima e caratteristica Danzica antica, di palazzi d’epoca affrescati e curati nei loro più preziosi dettagli, è oggi il frutto di un’opera di ricostruzione postbellica, durata decenni, per riportare alla luce quello che la guerra aveva ridotto in macerie. Il centro storico di Danzica si estende in un labirinto di vicoli che riconducono sempre alla Via Reale, 500 metri dalla Porta Superiore alla Porta Verde, quest’ultima situata accanto al Museo Nazionale. Il centro è dinamico e vivo di ristoranti, enoteche, negozi, botteghe d’antiquari, birrifici artigianali. Tra le attrazioni spiccano la bronzea Fontana di Nettuno e la Basilica di Santa Maria, la più grande chiesa in mattoni al mondo. Tra le strade da percorrere a passeggio per Danzica non può mancare anche Ulica Mariacka, una piccola via acciottolata e incorniciata da case a schiera in stile elisabettiano. Dlugi Targ, il “mercato lungo”, è la piazza principale, e con la Via Lunga disegnano il tracciato del più lungo asse urbanistico dell’Europa medioevale dove in passato avevano luogo parate e gli ingressi trionfali dei re polacchi. L’architettura del centro storico richiama elementi rinascimentali, manieristi, barocchi e rococò. Interessanti dettagli architettonici sono visibili soprattutto nelle facciate decorate delle residenze dei palazzi storici, una volta abitazioni di famiglie benestanti, di banchieri, mercanti e armatori. Nella cosiddetta Corte di Artù, la Dwór Artusa, si riunivano le corporazioni della Lega. La Sien Gdanska è un’affascinante casa d’epoca che conserva in parte gli arredi originali. Non manca però un tocco di modernità nel quartiere Zaspa, nella periferia di Danzica, che raffigura nei murales (circa 150 opere) problematiche sociali quali disoccupazione e povertà, realizzazioni che ne fanno un vero e proprio museo a cielo aperto.

La sera vale la pena immergersi ancora nell’atmosfera del centro storico, scegliere uno dei tanti ristorantini, sedersi all’aperto (almeno d’estate) sotto le tende (per evitare le pioggerelle a doccia che spesso sorprendono le sere d’estate) ed assaggiare le specialità polacche. A Danzica abbiamo riassaggiato i tradizionali piroghi, ripieni di carne, verdure o formaggio. Così certi della bontà di questo piatto, già provato a Cracovia, ci siamo fidati questa volta della fantasia dello chef per il ripieno.
