Alberobello, Matera e dintorni

Evviva i viaggi… e vabé anche in Italia!

Difficile non restare delusi dai voli cancellati delle compagnie low cost che ci avevano fidelizzato come clienti abituali, sin da quando ci facevano viaggiare anche da studenti squattrinati che prenotavano i voli con i risparmi di poche paghette. Occasione per riflettere su quanto è bella l’Italia! Intendo a giugno, prima del pienone di agosto… perché quello è roba da matti, e noi lo evitiamo. Quindi, tra impegni di lavoro, una partita di basket, e quattro giorni di libertà, siamo partiti per la Puglia e la Basilicata. Le nostre mete erano soltanto due considerato il poco tempo a disposizione: Alberobello e Matera, da vedere assolutamente, il resto tutto da improvvisare.

Abbiamo fatto le valigie e prenotato i pernottamenti immediatamente il giorno prima della partenza: un appartamento nel trullo di una masseria nella campagna di Alberobello, e una camera sulla torre con idromassaggio e veduta panoramica di Matera. Siamo partiti di notte (come i camionisti) dalla Toscana, uno stop per la colazione di mezzanotte ed uno per fare il pieno di GPL all’alba. 7 ore in viaggio, i cartelli verdi in superstrada con la striscia rossa ad indicare i confini tra le regioni: Toscana, Umbria, Lazio, Campania – finalmente – Puglia!

POLIGNANO A MARE

Arriviamo prestissimo, per arenarsi sulla spiaggia di ciottoli (come le balene) di Polignano a Mare. Apprezziamo moltissimo Cala Porto senza la gente, prima che arrivino le coppie, le famiglie, i gruppetti di amici, e i pochissimi turisti del post-Covid a riempire la caletta più caratteristica di questo paesino.

Facciamo un giro tra i vicoletti, ricordando le canzoni di Domenico Modugno, nato qui nel 1928, a cui Polignano ha ora dedicato una strada, con le frasi più celebri. Mangiamo i famosi panini al pesce della pescheria locale e brindiamo con una birra al sale di mare. Ci riempiamo gli occhi di bianco tra le case piccole e le stradine minuscole, le finestre con le persiane verdi e i panni tesi profumati ad asciugare al sole e al vento, che sanno tanto d’Italia, e anche un po’ d’estate.

ALBEROBELLO

In auto costeggiamo muretti di pietra e campi sconfinati di olivi secolari dai tronchi spessi e intrecciati, con la chioma già folta e verde scura. Dalla campagna nei pressi di Alberobello si intravedono già i tetti triangolari spuntare di tanto in tanto nel panorama color ocra, tinto dal grano. Ci sono tante masserie in cui pernottare e i trulli adornano ogni angolo del paesaggio in questa zona. In Booking.com abbiamo orientato la scelta al prezzo e alle foto. E l’arrivo ripaga le aspettative. Il nostro appartamento è nel trullo. Anche se solo per due persone, è grande e spazioso, con due letti matrimoniali, di cui uno in mansarda, il soffitto decorato in pietra, un soggiorno con divanetto e un tavolo, un cucinotto, un bagno spazioso e moderno e un caminetto con un pentolone in ferro che ricorda quello dei casolari di campagna dei nostri nonni per far da mangiare alle famiglie numerose. Fuori un giardino con alberi di ciliegio e le ciliegie già grandi e mature da cogliere, e una stradina di pietra che conduce alla piscina. Ci concediamo alcune ore di relax per ricaricare le batterie scaricate nel viaggio in notturna e nell’entusiasmo dell’arrivo in mattinata. Raggiungiamo poi in pochi minuti di auto Alberobello, il centro storico. A giugno si trova ancora facilmente parcheggio nei pressi del Trullo Sovrano per potersi dirigere a piedi verso il cuore della località, vedere la vista panoramica dalla terrazza e infilarsi nelle stradine tra le casette, le botteghine, i negozi di antiquari, di fischietti, di borse e vestiti, nei ristorantini e nei bar in cui sono stati trasformati i trulli originari. Alberobello è uno splendore di giorno, quando il bianco immacolato dell’intonaco illumina i vicoli e la vita di paese, mentre risaltano le pietre che decorano i tetti triangolari. Si tinge di rosa al tramonto sotto le lucine soffuse e i giochi di luci artificiali proiettate sui trulli. Meraviglia ancora la notte, quando questo centro pittoresco sa ancora stupire in ogni vicolo illuminato alla sera, e abituato ad accogliere turisti. Infatti durante l’aperitivo il cameriere viene da noi dicendo “Do you speak English?” – “Siamo toscani!” Se nel 2021 è un’impresa epica partire per fare i turisti all’estero; ci si accontenterà di sembrare stranieri nel proprio paese.

Il centro di Alberobello si gira bene in una mezz’ora a piedi. È piacevole e pittoresco. E si rigira anche la mattina dopo. Troppo bello per non rivederlo. La campagna circostante non è da meno. Anzi consigliamo di pernottare nelle masserie nei dintorni piuttosto che nel cuore di Alberobello, per raggiungere comunque facilmente il centro storico ed avere pace e tranquillità di una dimora altrettanto caratteristica e forse molto più economica, soprattutto se fuori stagione.

LOCOROTONDO E OSTUNI

Non riesco a staccare gli occhi dai trulli e li vedo ancora attraverso alcuni click della mia macchina fotografica dall’alto della terrazza panoramica di Locorotondo, prima di visitare il paesino, uno dei borghi più carini d’Italia, dice un cartello. Ben curata Ostuni, la Città Bianca, cosiddetta per l’intonaco di cui era interamente dipinto il centro storico. Anche qui bello perdersi tra i vicoli, lasciandosi trasportare dalle sensazioni degli scorci più caratteristici da fotografare anziché dal navigatore, per trovare un ristorantino addobbato di fiori, vedere le mura sul mare con altri, pochi, turisti italiani.

MATERA

Sotto il sole cocente, sull’Opel Corsa nera, i trulli si fanno sempre più rari dalle immagini che scorrono dal finestrino, lasciando spazio a campi di grano e balle di fieno, pale eoliche e collinette nei panorami della Murgia, con le canzoni di Zalone in sottofondo (al primo posto nella classifica la hit del momento, a tema Covid, “La Vacinada”). Alberobello dista da Matera circa 1 ora di auto. Parcheggiamo in un parcheggio privato, convenzionato con l’hotel, una torre storica con vista in cui abitavano un tempo i cavalieri di Malta e loro dame. È una struttura privata, molto chic, con vista sui Sassi, collocata vicino alla piazza del Duomo e con una finestra che guarda sulla parte povera di Matera, quella dei Sassi, Sasso Barisano e Caveoso – ovvero le case dei popolani, dei contadini, verso cui è rivolta la facciata della Chiesa e a cui le case dei nobili voltavano le spalle, guardandole dall’alto verso il basso, eppure che hanno reso questa città capitale europea della cultura nel 2019 e che conservano nel tempo il vero fascino di Matera. Questa sera Matera la guardiamo al tramonto e nelle luci della notte.

La mattina ci perdiamo seguendo i tanti itinerari turistici, praticamente tutte le vie della città che portano verso il centro in basso, e poi fanno risalire attraverso le scalinate in pietra, fermandoci a visitare le cisterne sotterranee e poi a pranzo con vista.

Nel pomeriggio merita ancora di essere vista dalla Murgecchia, consiglio del parcheggiatore, che ci sentiamo di condividere con i nostri lettori, poco distante dal centro città, ma appena fuori e nella natura. Da qui si ammira Matera per intero e da un’altra prospettiva dei sassi. Nel profilo della città spunta il campanile ed è interessante rivederla dagli scorci all’interno delle caverne in cui è possibile passeggiare. In questo paesaggio brullo e panoramico c’è solo una chiesetta rupestre. Poi ci siamo noi, piccolini, davanti al promontorio sui cui è costruita Matera, che sembra enorme, con le sue casette piccolissime e diroccate, i suoi poveri, preziosissimi sassi.

MONOPOLI

Lasciamo Matera e la Basilicata per tornare in Puglia, verso Monopoli, dove abbiamo preso un B&B al volo su Booking.com, una stanzetta di una casa rimessa e trasformata in hotel, con una porticina minuscola, di un vicoletto nascosto, all’angolo del campanile della cattedrale, con le mura bianche intonaco, e le scalette di marmo. Giriamo Monopoli la sera, e sembra di essere trasportati a prima del Covid, quando si potevano fare gli aperitivi, uscire al ristorante e fuori con gli amici. Non che manchi distanza e accortezza (mascherine e i bar usano il QR code per vedere i menù dal telefonino anziché usare la vecchia carta), ma ci sono persone che escono lungo mare e frequentano i locali, forse nel posto più vitale che abbiamo visitato nella Puglia di giugno 2021. Oltre a innumerevoli chiese che sbucano ad ogni curva girellando per il paese. E le barchette dipinte di blu sul porticciolo. Anche qui abbiamo il tempo di visitare e di riempirsi la pancia per le ultime esperienze culinarie del meridione. Sì, perché tra le cose belle dell’Italia c’è anche il cibo! Sia lodato il cibo, quello buono, quello sano, quello che ti manca se non lo assaggi spesso, e che ne vorresti ancora dopo averlo assaggiato, quello fatto in casa, di cui la gente va orgogliosa, perché il cibo in Italia è gioia.

Ecco i nostri pareri dal manuale di viaggio del bongustaio.

Lo street food in Puglia secondo noi dovrebbe essere considerato dall’UNESCO per l’inserimento in lista tra i patrimoni dell’umanità. Perché? Leggete qui sotto e immaginate la libidine, magari mettete Google Maps e fate un salto in queste location di felicità, e a buon prezzo.

  • I panini al pesce fresco di Pescaria (Polignano a Mare)

https://www.pescaria.it/it/

Piazza Aldo Moro, 6/8, 70044 Polignano a Mare

  • I panzerotti di Madià sobt sobt

Largo Vescovado, 9/10, 70043 Monopoli

  • Le cozze gratinate a Cime di Tapas (Monopoli)

Corso Umberto I, 8-10, 70043 Monopoli

  • L’aperitivo ad Alberobello per un vino tipico (primitivo) e una birra artigianale (ho assaggiato quella all’anguria… strano ma vero), un tagliere di capocollo e di formaggi pugliesi, accompagnati dagli immancabili, tradizionali e semplici taralli.

Nei ristoranti di Matera, anche se in pochi giorni, consigliamo di assaggiare le specialità in un ristorante in grotta a cena, e in uno con terrazza panoramica a pranzo, o viceversa. Qui ci siamo concessi un po’ di lusso, ma comunque ad un buon rapporto qualità prezzo. Le nostre ricette preferite tra quelle tradizionali?

  • Maritati con salsiccia pezzente, cacio cavallo fuso e granella di pistacchi, seduti in terrazza con vista Matera.
  • Cannolo rivisitato con ricotta e panna avvolte in pane di Matera croccante.

CASTEL DEL MONTE

C’è ancora tempo per un’ultimissima meta nei dintorni. Castel del Monte è sulla strada di ritorno, ad Andria (Bari), una fortezza del XIII secolo fatta costruire da Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia. Si intravede sulla sommità di una collina a 540 metri s.l.m., nel bel mezzo dell’altopiano delle Murge occidentali. L’avevamo visto finora solo sulla monetina da 1 centesimo di euro, e ora lo abbiamo visto da vicino, girandoci intorno e dall’alto, dall’inquadratura del nostro drone a riprendere la particolarità della sua pianta di forma ottagonale con una torre ad ogni angolo. Le stanze sono collegate da scale tortuose in pietra. La visita all’interno del castello dura 45 minuti e parte ogni ora. Anche i vecchi siti storici si sono digitalizzati e quindi è prenotabile esclusivamente tramite app. Per non rimanere a pancia vuota sulla strada di ritorno ci fermiamo (la famosa fermata a caso) a Grottamenarda (provincia di Napoli) per mangiare in una pescheria (ancora una volta bene, senza trattenersi dai sensi di colpa della prova costume) di ritorno verso le colline del Chianti.

Pubblicato da ExpLovers.net

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