Tallinn e Riga

In viaggio sotto Natale attraverso due delle tre Repubbliche Baltiche

Vi racconto di quando per respirare l’atmosfera natalizia valse la pena sopportare i -17. Ma ogni inverno non è mai troppo freddo se arriva Natale, e ogni luogo non è mai troppo triste se si è in buona compagnia.

Sì, ho scritto giusto. è stata la temperatura record in una notte a Riga. Solo per creare un po’ di effetto stupore se non siete informati. In realtà, niente di strano per chi a queste temperature ci vive, e anche con l’allegria che si respira nei pub, o nella gioia di festeggiare il Natale e di condividerlo con amici e familiari nelle piazze di giorno (quando la massima va generalmente dai 0 ai -10).

Ma partiamo dall’inizio. Il viaggio è iniziato a Tallinn, la più a Nord delle capitali sul Baltico, per poi scendere a visitare Riga. Questo è un itinerario invernale, breve di soli 4 giorni, ed è sufficiente per ammirare due su tre Repubbliche Baltiche. Saranno città coperte di bianco neve e dipinte di addobbi colorati. Il mio diario di viaggio racconta di Tallinn e Riga, ma la capitale della Lituania, Vilnius, potrebbe aggiungersi a completare un itinerario più lungo, raggiungibile da Riga in bus, treno o volo.

Come arrivare e come spostarsi

Con un volo low-cost in andata su Tallinn, e ritorno da Riga (o da Vilnius). Tra aeroporto ed hotel e negli spostamenti in città conviene utilizzare la app Bolt rispetto ai taxi, per ottenere tariffe più economiche. Nel tragitto tra le capitali, il Flixbus (Tallinn – Riga sono 4 h e 30 minuti) è la soluzione più economica e anche l’occasione di ammirare dal finestrino il paesaggio dominato da foreste di conifere e pianure di neve e ghiaccio.

Quando andare

Sempre, ovviamente seguendo la filosofia ExpLovers, Ovunque il posto giusto... purché ci siano voli low-cost. Tuttavia, la scelta del periodo del Natale renderà tutto più magico. Sarà un’occasione per testare la propria resistenza al freddo e valutare l’albero più gigante nelle piazze del centro, inevitabile punto di ritrovo.

Cosa mettere in valigia

Se in inverno: calzini caldi e scarponi impermeabili e magari con suola antiscivolo da ghiaccio e neve, vari strati caldi e giaccone antivento con imbottitura resistente ad almeno -10, cappellino e guanti. Prepararsi (psicologicamente) al congelamento di barba, sopracciglia o capelli. Essere però consapevoli che non si tratta di un’attività estrema; se si avverte freddo si può sempre entrare in qualsiasi locale riscaldato, che sia anche una tabaccheria, a scongelare mani e piedi. Nessuno soffrirà il freddo, anzi, l’atmosfera sarà impreziosita da una nevicata incessante e da un panorama nordico che queste rigide temperature sembrano aver conservato nella storia.

Budget

Nelle Repubbliche Baltiche la spesa è una via di mezzo tra gli standard del Nord Europa (sopra a quelli italiani), e un Paese dell’Est Europa (sotto quelli italiani), quindi non aspettatevi prezzi troppo alti, ma nemmeno troppo bassi. Per hotel, cibo e attività i prezzi sono in linea con i nostri (dicembre 2022).

TALLINN, ESTONIA

Un viaggio nella storia e una visione d’avanguardia

Una città in perfetto equilibrio tra passato e futuro. La capitale dell’Estonia, infatti, colpisce il visitatore per la grande cura in cui sono tenuti sia il centro storico medievale (Patrimonio Unesco), sia la parte nuova della città, sorta subito dopo l’indipendenza dall’Unione Sovietica ottenuta nel 1991. Oltre che per un pizzico di orgoglio nazionalistico, la ragione di tanta cura sta nella diffusa passione per il design. Si stima che in Estonia ci sia un designer ogni 800 abitanti, e la circostanza ha chiaramente svolto un ruolo importante nella crescita turistica della nazione. Altro aspetto determinante è stato l’impetuoso sviluppo informatico. Infatti, Internet ad alta velocità è facilmente disponibile in uffici pubblici, bar, piazze e parchi.

Cosa vedere a Tallinn

La chiesa di Sant’Olav (Oleviste kirik) è una chiesa gotica. La sua torre di 124 m d’altezza è uno degli edifici più alti d’Europa e il simbolo della città.

Viru Gate è il nome dell’entrata principale della Città Vecchia e un tempo parte dell’antico sistema di difesa. Una volta oltrepassate le due torri, in puro stile medioevale, si entra in un viaggio nel tempo.

Sulla destra del Viru Gate, troviamo una delle stradine acciottolate più belle di Tallinn, con un passaggio dominato da archi a volta, il Katariina Käik, ovvero il Passaggio di Santa Caterina. Questa è la porta di accesso ad una vera e propria culla dell’artigianato. Lo stretto passaggio di Santa Caterina, infatti, ospita laboratori di artigiani in cui gli artisti creano i loro capolavori, vendono ceramiche, gioielli e molto altro.

Il passaggio di Santa Caterina porta sulla Via Vene, la storica strada dei mercanti russi. Girando a sinistra e cercando attentamente un piccolo passaggio nel muro si giunge all’entrata del Cortile dei Maestri. Questo giardino del XIII secolo è una vera oasi di pace. 

Piazza del Municipio (Raekoja Plats) fu il cuore della Città Bassa (Allinn) ed è il principale centro di aggregazione cittadino, se non nazionale, dato che nella capitale vive circa un terzo della popolazione dell’Estonia. La piazza è parte integrante del centro storico di Tallinn e dal 1997 è sotto la tutela Unesco, motivata dalla conservazione dell’architettura medievale. La piazza ospita mercatini di artigianato tradizionale, che a cadenza settimanale vengono proposti tutto l’anno, e soprattutto nel periodo natalizio. I mercatini estoni sono considerati tra i più pittoreschi d’Europa. Si dice che il primo albero di Natale nel mondo sia stato posizionato proprio qui nel 1441. Il Municipio (Raekoja) è un edificio in stile gotico del XIII secolo sormontato da un’imponente torre del ‘600. All’interno si tengono mostre, concerti e ricevimenti e c’è una piattaforma panoramica che regala una magnifica vista sulla piazza e le stradine circostanti.

In Piazza Raekoja, sul versante opposto rispetto al Municipio, Raeapteek è la farmacia comunale più antica d’Europa tra quelle ancora in attività. I primi documenti attestanti la sua apertura risalgono al 1422 e fanno riferimento al suo terzo proprietario, indizio che consente di retrodatare ancora la prima apertura della più antica spezieria. A fianco alla farmacia moderna c’è un piccolo museo in cui sono conservati gli antichi composti medici utilizzati durante il medioevo: succo di mummia, polvere di pipistrello, pozioni ricavate dai serpenti, e altri intrugli, ormai in disuso, ma che nel XIV secolo erano le “medicine” nel nord Europa, e non solo. La farmacia fu gestita per oltre tre secoli da generazioni appartenenti ad un’unica famiglia, i Buchart. Il prestigio della farmacia crebbe a tal punto che uno dei suoi membri, Johann Buchart VI, venne convocato a San Pietroburgo al capezzale dello zar morente Pietro Il Grande nel XVIII secolo.

Sulla Collina di Toompea si trovano sulla destra la Chiesa di San Nicholas, e sulla sinistra il Giardino del Re Danese. Questo è il luogo in cui il Re di Danimarca Valdemar II e le sue truppe si accamparono prima di conquistare Toompea nel XIII secolo. Secondo una leggenda, durante l’invasione, una bandiera scese dal cielo dando una svolta alla battaglia a favore del Re danese. La bandiera rossa con la croce bianca divenne poi la bandiera nazionale della Danimarca. Dal Giardino del Re c’è un passaggio che porta fuori dalle mura della Città Antica.

La Cattedrale Ortodossa di Alexander Nevskij (Aleksandr Nevskij Katedraal di Tallinn) è una bellissima cattedrale dallo stile inconfondibile rispetto a quelle vicine. Si trova a Toompea, nella parte alta della città. Con la sua cupola colorata a forma di cipolla, richiama chiaramente lo stile moscovita e di San Pietroburgo. L’influenza russa sullo stile architettonico viene dal fatto che l’edificio fu costruito quando l’Estonia era parte dell’Impero russo. Alle origini, la chiesa era infatti simbolo della dominazione russa su Tallinn, mentre oggi è il principale luogo religioso di aggregazione per la comunità russa ortodossa in Estonia.

Il Duomo di Tallinn (Toomkirik) si trova a circa 200 metri dalla cattedrale. Fu fondato nel 1200 da mercanti danesi. Per secoli edificio cattolico, divenne luterano dopo la Riforma Protestante.

Il Castello di Toompea presso Piazza Castello (Lossi Plats) è la sede centrale del Parlamento estone. Il castello fu costruito tra il 1767 e il 1773 con una magnifica facciata barocca. Comunque, fin dal IX secolo, c’era già una fortezza di legno nello stesso punto, il cui scopo era difendere la collina dagli invasori. Per l’ingresso nel castello è necessario prenotare in anticipo online una visita gratuita (i tour sono generalmente esclusivamente in lingua estone).

Maggiori informazioni sul castello e gli orari di apertura a questo link: https://www.riigikogu.ee/en/visit-us/

Oltre 2 chilometri di fortificazioni disseminate di innumerevoli torri cingono la Città Vecchia. Va da sé, non tutto è visitabile, ma quello che lo è, per esempio le tre torri Numma, Sauna e Kuldaja, valgono una visita. La torre Hellemann Tower, da tempo adibita a galleria d’arte, offre una magnifica vista panoramica.

La Vene e Pikk Tanav sono le due principali strade della Città Vecchia. La prima fu costruita dai mercanti russi e qui si trova il passaggio di Santa Caterina. Lungo Pikk Tanav, invece, si trovano le sedi delle antiche Gilde, le corporazioni medievali dei mestieri. La Gilda Maggiore, quella che riuniva i mercanti più in vista della città e si trova al civico 17.

La foto ricordo va scattata da una delle piattaforme panoramiche: Kohtuotsa, Piiskopi e Paktuli. In passato i nobili che vivevano sulla collina guardavano dall’alto delle piattaforme gli artigiani e mercanti sotto di loro.

Come dicevo all’inizio, Tallinn è una città dalla doppia anima: c’è la parte medievale, di cui ho parlato fin qui, e la parte nuova, che ricorda l’urbanistica sovietica. L’esempio più importante è sicuramente rappresentato da Telliskivi Loomelinnak, il cuore creativo di Tallinn. Si tratta di un quartiere, appena fuori il centro storico, sorto sulle ceneri di un complesso di fabbriche dismesse, trasformate in una quindicina d’anni in una sorta di centro commerciale naturale fatto di ristoranti, bar, negozi e spazi espositivi a disposizione degli artisti locali.

A un paio di chilometri dal centro c’è la Teletorn, la torre televisiva di Tallinn realizzata nel 1980 in occasione delle discusse Olimpiadi di Mosca. Dopo la fine dell’occupazione sovietica si è trasformata in un’attrazione, tant’è che da qualche anno è possibile raggiungere la cima a 175 metri di altezza con adeguata imbracatura e passeggiare attorno al perimetro.

Cosa assaggiare a Tallinn

La pietanza più comune è il salmone (a colazione, pranzo e cena), ma non mancano pasticci, stufati e i gustosi piatti a base di patate, carne e crauti. L’anguilla marinata è uno dei piatti tipici e più apprezzati, ma non comunissima nei menù. ll mulgikapsald invece è piuttosto comune nei ristoranti ed è una preparazione a base di maiale, patate lesse e crauti. Lo stufato bollito appartiene ai piatti più antichi e storici; viene servito con la gelatina realizzata nella bollitura delle ossa e della testa del maiale. Il silgusoust è un pesce del Mar Baltico cucinato e servito insieme al bacon croccante e a una salsa dolce. Il leib è il tipico pane nero di farina di segale. Il rossolye è un tipico e celebre piatto estone. Precisamente si tratta di insalata di aringhe e barbabietole in salsa agrodolce. Il keel hernestega è lingua di bue condita e servita con il ravano. Il kissel è una sorta di budino preparato facendo bollire i frutti di bosco per poi frullarli, setacciarli e aggiungere la maizena in base alla densità desiderata. Può essere bevuto (se lasciato più liquido), mangiato al cucchiaio, o usato come guarnizione. Kringle è una torta intrecciata dall’esterno croccante e l’interno soffice fatta con burro, zucchero, cannella o cioccolato ed è uno dei dolci più golosi dell’Estonia. Il Glögg, nella variante alcolica va per la maggiore a queste temperature, altrimenti esiste anche la versione analcolica. Questa bevanda è simile al vin brulé ed è tradizionale dei Paesi scandinavi. Oltre che buona è consigliata per salvare la sensibilità alle dita quando la si compra da un baracchino qualsiasi ai lati della strada o in piazza.

Ristoranti consigliati

III Draakon (in Piazza Raekoja) – Locale originale che offre pasti medievali da consumare senza posate ed a lume di candela. Consigliato a pranzo.

Olde Hansa (in Piazza Raekoja) – Caratteristico, medioevale. I camerieri sono sempre vestiti a tema e l’ambiente è una locanda di 1000 anni fa. Servono piatti di pesce crudo tradizionali, oppure stufati di carne e birra al miele buonissima, tutto rigorosamente in stoviglie d’argilla. Pranzo o cena.

Restoran Pegasus (Harju 1) – Raffinato con piatti della tradizione estone e scandinava. Cena.

Hotel consigliato

City Yard Inn Hotel – Comodo perché vicino al centro storico.

RIGA, LETTONIA

Miti e leggende, freddo e gelo

Una leggenda del ‘400 narra che ogni notte, dal fondo del fiume Daugava, una voce chiede a un passante se la costruzione di Riga è finita. L’interrogato deve rispondere no, perché quando la capitale lettone sarà completata sprofonderà sul fondo del fiume. Anche Riga ha due centri, un centro medievale e un centro in stile Art Nouveau. Questa città è vivace, aperta, culturalmente progredita e cosmopolita. Talvolta definita “la Parigi dell’Est”, conserva ancora i segni dell’occupazione sovietica, che ha lasciato qui, come nelle altre Repubbliche Baltiche, alcuni degli edifici piuttosto brutti e anonimi, inconfondibili architettonicamente rispetto ai circostanti.

La Città Vecchia (Vecriga) – Vanta due piazze: Piazza del Duomo e Piazza del Municipio. Vecriga è la parte più antica, stretta tra il fiume Daugava e il Canale Pils, mantiene intatta la struttura e la bellezza della città del 1600, quando Riga faceva parte della Lega Anseatica e dominava i commerci nel Nord Europa. Riconosciuta dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, Riga Vecchia è un labirinto di stradine in cui prendere a riferimento le guglie del Duomo alzando lo sguardo.

La Piazza della Cattedrale (Doma Laukums) è il centro cittadino, dove nelle giornate d’estate si affollano turisti e locals ai tavolini dei caffè. Nella piazza affacciano il Palazzo della Borsa e quello della Radio Lettone. In Riga Vecchia si susseguono case di ricchi mercanti, alcune davvero magnifiche, come quella delle Teste Nere in Piazza del Municipio (Ratskaukums), la piazza più importante di tutta la Città Vecchia di Riga.

Seguendo la Pils Iela, un largo viale, si arriva al Castello di Riga del 1330, oggi sede della Presidenza della Repubblica.

Uno degli edifici più singolari e fotografati della Città Vecchia è la Casa del Gatto, in via Meistaru 10/12. Si trova nella parte più antica ma è in stile Art Nouveau per volontà di un ricco commerciante che, però, non fu accettato dalla corporazione della Gilda Maggiore. Decise quindi di orientare il sedere dei due gatti verso la sede della corporazione che si trovava proprio di fronte. I potenti commercianti non la presero bene e, alla fine, lo costrinsero a “girare” i gatti.

Al centro della piazza c’è il dibattuto Monumento ai fucilieri lettoni. I fucilieri facevano parte della squadra personale che difendeva Lenin, quindi rammenta ai lettoni l’orgoglio di avere un corpo militare scelto, ma attiva anche il triste ricordo dell’occupazione sovietica. In questo luogo sorgeva un tempo il municipio medievale e qui venivano bruciate le streghe.

Un cubo grigio e brutto davanti al monumento è il Museo dell’Occupazione che racconta, anche in modo cruento ma istruttivo, gli anni dell’occupazione prima nazista e poi sovietica (1941-1991). All’angolo tra le vie Grecinieku e Kungu c’è una bella casa-museo che racconta la vita di un ricco mercante di Riga nel 1600.

Il più bell’edificio di Piazza del Municipio (alle spalle del museo) è la Casa delle Teste Nere (Melngalvju nams) che prende il nome dalla corporazione di mercanti tedeschi celibi attiva a Riga nel 1300. Qui giovani e ricchi mercanti organizzavano feste a cui partecipavano anche altri abitanti abbienti di Riga. L’edificio è in realtà una ricostruzione terminata nel 1998 perché la costruzione originale fu distrutta dai bombardamenti nazisti nel 1941. Quel poco che restò in piedi andò ulteriormente in rovina durante l’occupazione sovietica solo perché ricordava nella storia e nell’architettura la Germania nemica. L’edificio in forma gotica ha una facciata rinascimentale e conserva all’interno gran parte dell’arredamento originale. I sotterranei conservano le mura originali e il cellare che veniva usato come deposito per vino, grano e tessuti. Nei secoli, in questa casa hanno vissuto governanti e artisti, come Richard Wagner che la ebbe come casa dal 1837 al 1839 durante i suoi concerti a Riga. Le sue stanze conservano una ricca collezione di argenti, candelabri, mobili intarsiati e altri oggetti di arredamento.

Orari di apertura: martedì-domenica orario 11.00 – 18:00.
Costo del biglietto: 6 euro.

Il Duomo di Riga (Doma Baznica) è l’edifico protestante più importante di tutte le Repubbliche Baltiche. La prima cosa che si nota è che il Duomo è leggermente più infossato rispetto agli altri edifici della piazza: questo perché è lì dal 1211 mentre gli edifici più recenti sono stati costruiti su stratificazioni successive della piazza. Largo 43 metri e lungo 83, nasce come edificio di culto cattolico con una costruzione iniziata in stile romanico. Oggi sono molti gli elementi tardo-gotici del 1500. La torre di 90 metri con la guglia barocca è il simbolo di Riga. L’interno è stato devastato durante la riforma luterana ma il pezzo più pregiato è l’organo con 6718 canne, considerato uno dei migliori del mondo. Si susseguono tombe di mercanti, aristocratici e anche quelle dei due fondatori, Alberto da Brema e Meinardo. Il chiostro esterno del monastero è annesso al duomo. Nel Duomo si tengono spesso concerti che richiedono un biglietto di ingresso ma ne vale davvero la pena.

I tre fratelli è il complesso residenziale più antico di Riga. Le case al 17, 19 e 21 costruite in stili differenti (gotico, rinascimentale e barocco) oggi ospitano il Museo dell’architettura e alcuni edifici pubblici.

Il nome Centrs dato a questo quartiere trae in inganno molti turisti, convinti che questo sia il centro storico della capitale lettone. In realtà il Centrs (Centro) è stato costruito solo a metà del 1800 e questo spiega la presenza di 800 edifici in stile Art Nouveau, Liberty o Judenstils. Non c’è un vero percorso da affrontare perché è bello girovagare per le strade chiuse nel quadrilatero composto da quattro strade, su tutte la Alberta Iela per ammirare lo stile Jugendstil, decorazioni, statue, decori floreali, maioliche. Su Elisabetes Iela sono da osservare le case al 10B e al 33. Su questa strada c’è il Museo Nazionale d’Arte mentre su Valdemara Iela l’Università e il Teatro Nazionale con interni interamente decorati ancora in Jugendstil.

Un immenso spazio verde separa la Città Vecchia di Riga e il quartiere del Centrs. Al centro di quest’area c’è il Monumento alla Libertà, molto amato da tutti i lettoni. Sulla base di questa colonna alta 42 metri è incisa la frase “Per la patria, per la libertà”. Il decoro raffigura il popolo lettone che canta e balla per la libertà. Sulla punta della colonna c’è una figura femminile che rappresenta la libertà e che qui chiamano affettuosamente Milda. In mano regge tre stelle che rappresentano le tre regioni storiche della Lettonia: Urzeme, Vidzeme e Latgola. Durante l’occupazione sovietica i russi hanno desiderato più volte buttarlo giù ma poi non l’hanno mai fatto. E non sono pochi i lettoni che hanno perso la vita solo per essersi avvicinati al monumento.

Non molto distante c’è un curioso orologio sponsorizzato dal 1935 dalla fabbrica di cioccolato Laima. Questo è uno dei punti di riferimento per darsi appuntamento a Riga e molti tour turistici partono da qui. Durante la dittatura sovietica l’orologio era usato per diffondere messaggi politici, e un costante e inquietante “non fate tardi al lavoro”. Negli ultimi anni l’orologio è stato ricostruito più volte.

Costeggiando il fiume Daugava a sinistra della Città Vecchia si entra direttamente negli anni ’80 e come nell’atmosfera russa: qui c’è la Piccola Mosca (Maskavas Forštate), un quartiere abitato da sempre dai russi che assomiglia molto a una città sovietica e poco a Riga. Le case sono basse e in legno, le strade lastricate, si percepisce austerità, decadenza, si vedono botteghe e piccoli ristoranti pieni di autenticità. Di sera, anche un po’ di criminalità, quindi da evitare. Sopra il quartiere svetta la sagoma della “Torta di compleanno di Stalin”, il palazzone dell’Accademia delle Scienze che fu costruito dalla città in onere del dittatore. Nel mercatino delle pulci (Latgalīte), si trova oggettistica decadente e sovietica, tra maschere antigas, orologi dell’armata sovietica, proiettili per i carri armati e molto di dubbia provenienza.

Nel quartiere russo è d’obbligo una visita al Mercato Centrale di Riga, diviso in 5 hangar. Qui una volta si costruivano i dirigibili Zeppelin e ora sono stati trasformati in mercato. Questo è il posto giusto per assaggiare qualcosa di locale insieme agli abitanti della città intenti a fare la spesa.

Nel quartiere russo c’è quel che resta della vecchia Sinagoga di Riga, distrutta dai nazisti con tutti i fedeli all’interno. Lo stesso quartiere russo fu trasformato in ghetto: dei 40.000 ebrei di prima della guerra, solo 150 sopravvissero.

Kipsala e Jurmala sono visitabili se effettuate il viaggio in estate. Kipsala è in realtà un’isola collegata alla terraferma con alcuni ponti. Nei dintorni, Jurmala è la spiaggia degli abitanti di Riga, a circa 25 km dal centro. Lo scenario fatto di lunghe spiagge, ville costruite direttamente sull’acqua, bar e ristoranti chic, la fanno sembrare una località della Normandia più che della Lettonia. Il successo di questa località è in parte legato al fatto che gli oligarchi dell’Unione Sovietica amavano passarci le vacanze. 

Cosa assaggiare a Riga

Tra i piatti tradizionali: lo spezzatino con le patate, la rasols che è una insalata con piselli, patate, carote salsiccia condita di maionese. Tra le zuppe la più amata è la skabputra con orzo e panna acida e la borsch con barbabietola. I pelmeni sono molto simili a tortelloni. Non manca mai il pane nero (rupjmaize) e gli speka piradzini che sono involtini di pane, pancetta e cipolle servite come primo o per accompagnare. Tra i piatti di pesce sono tipiche le aringhe fritte e le sardine affumicate (a colazione), il salmone alla piastra e il persico con i funghi (baravika). Comune nella cucina lettone anche le patate (kartupeļi), dei paesi freddi, e la panna acida, dei paesi dell’Est. La birra offre molte marche artigianali locali. Il vino è praticamente assente, se non di importazione, perché l’uva non cresce da queste parti. A fine pasto è tradizione il Balsam, un liquore alle erbe e molto alcol.

Ristoranti consigliati

Forest Restoran – Ristorante raffinato e sala in stile scandinavo. Piatti tipici tradizionali. restoransforest.lv

Two More Beers – Nel centro di Riga con specialità locali di carne e pesce, e degustazioni di birre artigianali. Perfetto se ci sono partite in corso (al tempo di questo viaggio c’erano le semifinali dei mondiali in corso).

Hotel consigliato

Radisson Hotel – Vicino al centro, molto elegante, ma prezzo accessibile.

Le foto che corredano questo articolo sono state scattate da un caro amico, e compagno di viaggio: Gianluca Costamagna. Grazie!

Gli scatti di Explovers invece li trovate nella pagina Instagram @exploves_net

Questo articolo è i ricordi di un viaggio World Face, nel ponte dell’8 Dicembre 2022.

Margherita – ExpLover

Pubblicato da ExpLovers.net

Blog di viaggi per appassionati e curiosi, amanti dell'avventura e dell'esplorazione, verso lingue e culture lontane, in cerca di certezze e novità.

Lascia un commento