Egitto e Mar Rosso

Alcune impronte indietro nel tempo, e un po’ di bolle sott’acqua.

La grande Sfinge

Il viaggio inizia con una vista mitica che immaginavo sin da piccola, quando leggevo le prime pagine del libro di storia. Le piramidi sono perfette e misteriose, rovinate dal tempo, ma ancora imponenti. Si ergono nella foschia del mattino, in lontananza la loro sagoma è inconfondibile dalla terrazza dell’hotel, a Giza. E poi arriviamo proprio là sotto, davanti alle pietre di queste meraviglie del mondo antico, e al cospetto del guardiano, che tutti conosciamo come la grande Sfinge. Siamo entrati dentro la piramide maggiore, Cheope, e anche in quella di Micerino, e non ci siamo fatti mancare una cavalcata sul dorso dei cammelli per ammirare le piramidi dagli scorci panoramici più suggestivi, dalla prospettiva del deserto circostante. All’orizzonte si intravede la moderna città del Cairo, una striscia di palazzi decadenti disposti uno accanto all’altro, avvolti dallo smog, e dall’atmosfera densa e umida di una calda giornata di dicembre.

Le piramidi viste dalla cammellata nel deserto e la città del Cairo

Al Museo del Cairo possiamo vedere delle mummie ancora ben conservate, dei bellissimi reperti dell’antico Egitto, e su tutto, la maschera funeraria d’oro di Tutankamon, scoperta dell’archeologo britannico Howard Carter nel 1925.

La sera, dalla stazione della capitale, proviamo l’esperienza del viaggio in treno notturno. Cuccette lusso per riposare e la cena e la colazione servite. Il viaggio è piacevole e al mattino siamo ad Assuan. Dopo una doccia rigenerante in hotel raggiungiamo in barca il tempio di Philae, situato su di un isolotto collocato sulle acque del Nilo.

Ragazzi fumano narghilè per strada

Nel pomeriggio è già tempo di acquisti: unguenti, tè nubiano, papiri e spezie, di ritorno verso il centro. Poi è la volta di un caratteristico giro in feluca verso il villaggio nubiano, dove ci aspetta una lezione di arabo in una scuola, e a seguire una cena tipica, ospiti di una famiglia locale. I piatti che non mancano mai sulla tavola egiziana sono una zuppa di brodo di pollo, del pollo grigliato, il riso rigorosamente in bianco, delle focacce da riempire con dell’insalata di verdure tagliate a cubetti, e a volte le polpettine falafel. Ai matrimoni invece si mangia spesso il piccione. Mentre il tè è un gesto di accoglienza e ospitalità, oltre a concludere il pasto.

Una donna nubiana

La sveglia suona prestissimo per una gita fuori porta ad Abu Simbel, forse una delle immagini più spettacolari di questo viaggio. Collocato in prossimità del lago Nasser, il complesso archeologico di Abu Simbel è composto da due enormi templi in roccia ricavati dal fianco di una montagna. Uno di essi è dedicato al faraone Ramses II e l’altro, più piccolo e meno famoso ma comunque molto bello, alla moglie Nefertari. Il tempio maggiore ha una facciata alta 33 metri e larga 38, sulla quale spiccano le quattro statue del faraone, alte ben 20 metri, ciascuna. Piccole, ai suoi piedi, sono invece le statue delle figlie preferite del faraone. Nefertari, si narra, fu l’unico amore del faraone, tra le sue 47 mogli. In seguito alla costruzione della diga di Assuan, il complesso fu salvato dai lavori di conservazione, proteggendolo dall’incedere delle acque in aumento, che ne determinarono lo spostamento nella posizione attuale. All’interno dei templi, i bassorilievi di profilo, ancora dai colori accesi, da scoprire tra una colonna e l’altra, insieme alle scritte in geroglifico, raccontano storia e leggende; fotografie e libri di un’altra epoca.

Il ritratto di Ramses II (Abu Simbel)

Vale la pena percorrere molta strada per arrivare a Luxor. Sono almeno 3 ore in pulmino, ma facciamo una sosta ad Edfu, per una visita al tempio del falco, altrimenti detto tempio di Horus, o meglio “il dio dalla testa di falco”. Proprio qui, grazie allo studio delle iscrizioni nelle pareti, gli egittologi hanno scoperto molto sulla mitologia, le divinità e il modo di vivere dell’antico Egitto. Seguendo le pietre si ammirano scene di vita quotidiana, o racconti epici.

Un custode del sito archeologico e geroglifici sullo sfondo

Un’altra sosta lungo il tragitto è a Kôm Ombo, altro tempio spettacolare da guardare con il naso all’insù per le maestose colonne e i molteplici alto e bassorilievi. Al museo del coccodrillo, adiacente, è presente una collezione di mummie di coccodrilli imbalsamati, sebbene in Egitto il coccodrillo sia animale sacro.

Feluca sul Nilo

Prima di esplorare Luxor, scegliamo di volare in mongolfiera all’alba. Attraversiamo la sponda del Nilo e partiamo a bordo delle enormi ceste delle mongolfiere, alzarsi sopra la Valle delle Regine al sorgere del sole.

Volo in mongolfiera su Luxor

Di ritorno, ci fermiamo davanti ai Colossi di Memnone, due gigantesche statue gemelle che raffigurano il Faraone Amenhotep III; giusto il tempo per sentirsi piccoli davanti alla storia. E proseguiamo verso gli affreschi nelle tombe della Valle dei Re. Qui visitiamo il tempio funerario di Hatcheptsup e prima del tramonto il tempio di Karnak, alla sera e illuminato dalle luci quello di Luxor.

L’ultimo viaggio in pulmino dura un’intera mattinata e ferma sulla costa di uno dei mari più belli e colorati del mondo, a Marsa Alam.

Nel resort sul Mar Rosso la barriera è uno spettacolo anche dalla spiaggia privata, ma la fortuna ha voluto che vedessimo il leggendario dugongo, nuotarci accanto, sgraziato e grassissimo, brucare le alghe sul fondale come fosse una mucca (non a caso in inglese lo chiamano sea cow). L’escursione in barca prosegue con snorkeling e diving in altri meravigliosi tratti di barriera. Che gioia vedere qui ancora del corallo vivo ogni volta si scende sott’acqua! Il giorno seguente, durante altra uscita in barca, un branco di delfini viene a salutarci mentre siamo da soli in mezzo alle acque cristalline a un’ora di auto e un’ora di navigazione da Marsa Alam. Non riesco a descrivere l’emozione di nuotare insieme ai delfini per oltre mezz’ora, noi rispettosi del branco, e loro curiosi di noi, venirci incontro, affiorare in superfice e reimmergersi.

Il mio gruppo World Face nel nostro viaggio in Egitto (Capodanno 2024)

Pubblicato da ExpLovers.net

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