L’isola divisa, dei contrasti e dell’eterna estate
Nella mia esperienza direi dell’estate rovente, visto che la temperatura non è mai scesa sotto i 35 gradi di giorno, e la sera sembrava di avere un phon acceso di aria calda, quando lungomare soffiava un po’ di venticello, oppure ai tavoli esterni di una taverna c’era un condizionatore.
Eppure i mesi più caldi, proprio quelli di luglio e agosto coincidono con l’alta stagione turistica, e alcune location sono decisamente vive e festose. Sicuramente sono così tante le attività da fare sull’isola che ce ne è per tutti i gusti, e in tutte le stagioni. Il clima è mediterraneo lungo la costa sud (da Larnaca a Paphos) con inverni miti e piovosi e estati calde e soleggiate; mentre nella pianura interna (Nicosia) è molto caldo, tanto che in estate si raggiungono picchi di 37°, perché chiusa tra due catene montuose: a nord la catena di Kyrenia e nella parte centrale i Monti Trodoos (con il Monte Olimpo a 1952 metri). Qui è presente un impianto di risalita per gli sport invernali. Infatti la zona (Prodromos) è decisamente più fresca anche in estate, con temperature attorno ai 22°. Sul quando visitare Cipro, consiglierei di interrogarvi sulle attività che più vi piacciono e partire di conseguenza.
In questo articolo vi racconto il nostro viaggio di gruppo World Face, in agosto 2024.

Iniziamo con alcune informazioni pratiche di sopravvivenza a Cipro, nord e sud.
🚗 A Cipro si guida all’inglese, a destra.
🐈🐈⬛ Cipro nord e Cipro sud sono come due stati completamente differenti, per ragioni geo politiche, legate a fatti storici, e lo si percepisce in tutto, nella cultura, nei modi di vivere e fare dei suoi abitanti, nel cibo, anche nei tratti somatici della gente, ecc. Al nord ricorda la Turchia, al sud il popolo si sente invece greco, e a momenti sembra una Ibiza in miniatura quando si esce la sera ad Aya Napa!
📞 Funziona la SIM italiana perché Cipro sud è parte dell’UE, ma spegnere il roaming quando ci si avvicina al confine perché se il telefono si attacca ad altra rete (turca) potreste avere brutte sorprese. Per chiamate nel paese, il prefisso telefonico della Repubblica di Cipro (Sud) è +357, mentre nella parte Nord è +90.
🏞️ I trekking sono vari e bellissimi ma d’estate vanno previsti nelle ore più fresche (mattina presto o al tramonto).
🌊 Gli appassionati di free diving troveranno delle location ad hoc. Ideale per i sub alle prime armi. Chi ama il mare, ama Cipro. La costa Est e Ovest, agli estremi, offrono le acque più limpide e le calette più interessanti se cercate esperienze più wild. Alcune spiagge sono attrezzate benissimo con lettini, bar e sdraio, spesso con dj set all’aperitivo. Vale la pena un’uscita in barca di almeno mezza giornata.
🕌 Se non si visita nord e sud non si può comprendere a fondo quest’isola, la sua storia, cosa pensa la gente oggi, quanto è curiosa la sua situazione divisa. Da fare in tutta sicurezza.
⚠️ Un’auto noleggiata a Cipro nord non può entrare a Cipro sud. Un’auto da Cipro sud può invece andare a Cipro nord. Sottoporsi sempre ai controlli e meglio lasciare l’auto e prendere i taxi. Attraversare i confini comporta essere in due stati, dunque rischi e responsabilità personale. Inoltre, le multe a Cipro sono salatissime (per un parcheggio fuori da dove consentito si raggiungono ad esempio i 100 euro), e sono molte le macchinette autovelox e telecamere ai semafori. Tuttavia le strade sono perfette (mai sterrate e senza buche), pulitissime e spaziose, con la segnaletica impeccabile. Prendiamo subito familiarità nell’imboccare rotonde e stare dal giusto lato.
🔌Le prese elettriche sono di tipo inglese. Molte strutture sono dotate di adattatori. Comunque meglio portare un adattatore universale.
👅 Le lingue ufficiali sono il greco e il turco. Chi lavora con il turismo sa l’inglese.
🙏 La popolazione di Cipro è composta da due principali etnie: quella greca (78%), cristiano-ortodossa appartenente alla Chiesa autonoma cipriota, e quella turca (18%), di religione musulmana. Il resto è rappresentato da minoranze arabe e armene.
💰Cipro fa parte dell’Unione europea quindi si paga con l’euro. A Cipro Nord si usa la lira turca, ma l’euro è comunque accettato.
Storia di Cipro
Lo stupore e la comprensione di questa varietà dipendono da quanto si conosce la storia dell’isola. Cipro si trova geograficamente in Asia, a 100 km dalle coste del Medio Oriente e a 70 km dalla Penisola anatolica (la Turchia). Tuttavia la maggioranza degli abitanti è di etnia greca sin dall’epoca antica e, di conseguenza, l’isola ha sviluppato una cultura prevalentemente greca. Si tratta anche della 3° isola del Mediterraneo per grandezza, dopo la Sardegna e la Sicilia e fa parte ormai dell’Unione Europea (infatti basta la carta d’identità valida per l’espatrio per l’ingresso). Dal 1974 Cipro è però un’isola divisa, perché nel suo territorio abitano i turchi nella parte nord-orientale, e i greci nella parte sud-occidentale. Anche da un punto di vista religioso si può interpretare come una parte Orientale (turca e di religione musulmana), divisa da una parte Occidentale (greca e di religione cristiana ortodossa). I motivi di questa mescolanza culturale risiede nel fatto che l’isola di Cipro fosse abitata da etnie greche sin dai tempi antichi, poi con l’Impero Ottomano venne invasa dai turchi. Oggi è abitata da due popoli. Nel 1878 l’isola divenne una colonia del Regno Unito. Dopo la Seconda Guerra Mondiale ci furono accesi scontri perché i greci aspiravano all’unione con la Grecia. Cipro ottenne l’indipendenza nel 1960 con il nome di Repubblica di Cipro e con una Costituzione che consentiva a entrambe le etnie di essere rappresentate nel governo. Fu stipulato anche un trattato internazionale in base al quale il Regno Unito, la Grecia e la Turchia si facevano garanti dello statu quo, con diritto di intervenire militarmente nel caso in cui l’equilibrio fosse stato messo in discussione. Il Regno Unito conservò due basi militari, quelle di Akrotiri e Dhekelia. Al momento dell’indipendenza, i greci rappresentavano l’82% degli abitanti, mentre il resto era composto da turchi. Le due comunità entrarono in conflitto già nel 1963 e, dopo alcuni anni di scontri, nel 1974 si giunse alla resa dei conti: la Grecia, che era governata dalla dittatura dei colonnelli, organizzò un colpo di stato a Cipro, con la prospettiva di ottenere l’enosis (l’annessione alla Grecia), la Turchia, facendo appello al trattato del 1960, invase l’isola e occupò la parte nord-orientale. La divisione di Cipro, in sostanza, fu provocata non solo dalle due popolazioni cipriote, ma anche dalle loro “madri patrie”, Grecia e Turchia, entrambe interessate al controllo dell’isola.
In questo gran caos, è stato un viaggio spettacolare, fatto di buon cibo, relax, tante passeggiate, natura e viste mozzafiato tra scorci di natura e un bel mix di cultura. Ecco la storia del nostro viaggio.
Larnaka
Si arriva attraversa il lago salato, deserto e aridissimo in agosto in una città deserta, fatta di murales, negozi di antiquari, in un’atmosfera retrò, a tratti persino fatiscente e in qualche via degradata, con strade desolate e edifici in declino. Eppure il lungomare è vivissimo, moderno e a misura di visitatore, fatto di ristoranti che si susseguono nella via principale, con camerieri che invitano a sedersi in questo o quello. Offrono piatti di pesce grigliato e carne a volontà: menù che qui a Cipro chiamano meze, dal numero di portate indefinite. Quando si è sazi i camerieri potrebbero essere solo a metà. Veramente troppo abbondanti per appetiti nella media. Tra tanti ristoranti ci sono anche molte taverne. Si riconoscono dalle tovaglie a quadri bianchi e rossi; luoghi che sanno di cucina buona, fatta in casa!
Passeggiamo lungo le mura del castello, il forte di Larnaca, oltre la moschea di Al Kebir. Ci sono tanti negozietti di souvenir e tante persone, molte greche, poche arabe.

Limassol e Paphos
Partiamo on the road e ci fermiamo per un brunch al porto di Pafo (la città di Paphos) e ci concediamo un tuffo rigenerante allo Scoglio di Afrodite. Leggenda narra che la dea greca Venere, romana Afrodite, sia nata dalla schiuma delle onde a Cipro. Kato Paphos è il centro con il lungomare ma prima è tempo di una visita culturare agli scavi di Nea Paphos, un parco archeologico – patrimonio UNESCO – con molti mosaici dell’epoca ellenica. Fa caldissimo nel parco, sotto il sole pomeridiano, serve tanta acqua e molta curiosità, ma ne vale la pena. La spiaggia per eccellenza, ma molto turistica e affollata, anche se ben attrezzata e dove non manca un’offerta di attività di divertimento acquatico, è Coral Bay, di sabbia fina e lunga. Poco distante, ci fermiamo a vedere il tramonto al relitto della Edro III.

Il percorso di Artemide nel Troodos
Una strada serpentina ci porta al monastero di Kykkos da visitare perdendosi tra i lunghi corridoi affrescati. Proseguiamo con un trekking di 7 km tra i monti Troodos, sotto la vetta dell’Olimpo, scegliendo uno dei tanti percorsi, quello di Artemide, tra sempreverdi di ogni dimensione e panorami spettacolari a strapiombo. In serata siamo a Nicosia, che in tutti i cartelli per strada è indicata nel nome turco Lefkoşa, e la cena è proprio a un passo dal confine, presso un ristorante storico in fondo a Ledra Street, Kathodon, piccolo e particolare, ma veramente caratteristico. Mangiamo fuori assaggiando piatti di agnello, mezedes di pesce o carne i più coraggiosi e insaziabili a tavola, il vino delle coltivazioni vicine (buono anche se con tappo). Dentro il locale è una sorta di museo, con le pareti stracolme di foto di personaggi famosi nazionali e internazionali, e tante testimonianze visive ormai memoria storica della città.

La capitale divisa
Nicosia racchiude in sé tutta la storia di Cipro e porta le cicatrici di tutte le conseguenze. Sembra di fare due viaggi diversi, nel tempo, e nello spazio. Uno in Grecia, uno in Turchia. Eppure a un passo! Nicosia è protetta da antiche mura veneziane ed è divisa tra la Repubblica di Cipro (parte meridionale) e la Repubblica turca di Cipro (parte settentrionale), non riconosciuta dalla comunità internazionale. Si passa il confine a piedi. Ledra Street è ricca di negozi di firme nella parte greca ed è interrotta da un posto di blocco, un muro con filo spinato e una dogana dove controllano i passaporti a chi entra e esce. La città è protetta da Mura veneziane, costruite nel 1567 dagli ingegneri Ascanio Savorgnano e Francesco Barbaro; avevano 11 bastioni, 2 cancelli pubblici e una porta militare, nonché l’immancabile fossato. Nonostante questo, nel 1570 gli ottomani riuscirono ad occupare la città. Ad oggi, 5 bastioni sono nella parte turca della città e 5 in quella greca. La porta Famagosta, invece, era un tempo utilizzata per conservare munizioni militari fino al dominio inglese, è stata ristrutturata nel 1980 e offre ai turisti uno sguardo all’interno della massiccia fortezza medievale che circonda la città. Le sue sale oggi vengono utilizzate anche per mostre culturali e performance artistiche. Ci dirigiamo dalla piazza subito al Buyuk Han, vuoto di via vai la mattina presto e ricco di gente a pranzo. Questo è un caravanserraglio del Seicento oggi perfettamente ristrutturato con negozi e ristoranti. La moschea Selimiye, in origine la cattedrale cristiano ortodossa di Santa Sophia, in stile gotico, convertita in moschea dopo la conquista ottomana, è oggi il simbolo della città nord. La fusione delle due strutture religiose ha creato un’affascinante costruzione. Per entrare le donne si coprono il capo, le caviglie, e le braccia. C’è così tanto da vedere che prendiamo un trenino turistico per un giro di una mezz’ora, appena fuori dal mercato al coperto, dove si vende arte, quadri dei presidenti turchi e della corona inglese, artigianato, cianfrusaglie, spezie, frutta e verdura.
Nel tardo pomeriggio siamo ad Aya Napa, ancora Cipro sud. La città per eccellenza del divertimento! Hotel con piscina, dj set, un luna park enorme, le luci della sera al neon, ristoranti e locali aperti fino a notte fonda, tanti giovani che hanno voglia di far festa, ragazzi svestiti passeggiano con una birra in mano o girano in quad se non hanno la patente dell’auto.
Assurdo trovarsi qui per concludere la stessa giornata in cui abbiamo visitato Nicosia. Siamo frastornati dal contrasto, ma questo spiega molto dell’isola divisa.

La città fantasma
Torniamo ancora una volta a Cipro nord, stavolta andando a visitare Famagosta (o come la chiamano i locali, Gazimağusa), meglio conosciuta come la città fantasma. Lasciamo le auto, passiamo il controllo passaporti, ormai ci siamo abituati e chiamiamo un taxi. Alcune aree della città sono demilitarizzate e non accessibili (è debitamente indicato da cartelli). Per il resto, è una città ricca di storia e fascino, assolutamente da visitare. Iniziamo dal quartiere di Varosha, che vale l’appellativo di fantasma alla città. Questo quartiere è ormai abbandonato. Eppure era un tempo meta prediletta da abbienti inglesi, ricchi russi e vacanzieri inglesi, al pari della attuale Aya Napa. Tutto è in declino dall’invasione turca del 1974. Non resta niente della vivace e serena località che era prima di quell’anno. Ville disabitate, hotel di lusso dagli infissi devastati e dagli interni bombardati e con macerie di parti del tetto crollate, negozi di souvenir riconoscibili solo dai cartelli malconci, e ristoranti dove ormai nessuno può sedersi a cenare. Tutti i locali non sono accessibili per ovvie ragioni di sicurezza: potrebbero crollare da un momento all’altro. La fabbrica della Toyota è ormai un simbolo di questa tragedia. Davanti all’azienda abbandonata c’è un posto di blocco delle Nazioni Unite. Il quartiere si gira bene in bici (anche per combattere il caldo), pedalando in lungo e largo per alcune ore. Si raggiungono due spiagge, balneabili e ben attrezzate (altra assurdità di questo posto), dove molti locali vengono con le famiglie, dall’acqua cristallina e limpidissima.
Di rientro nel centro, la vista più spettacolare è la cattedrale di San Nicola, oggi moschea di Lala Mustafa Pasha. Questo magnifico edificio gotico fu costruito nel XIV secolo come cattedrale e successivamente convertito in moschea durante l’occupazione ottomana. È uno degli edifici più iconici di Famagosta.
Accanto ci sono le rovine di varie chiese. Quella di San Giorgio dei greci, anche questa moschea, si trova dietro Lala Mustafa. Le altre, anche nei cartelli turistici, non hanno un nome.

Aya Napa, di giorno
Questa località vale la pena di essere vissuta anche sotto la luce del sole. Uno dei luoghi più curiosi e spettacolari in snorkeling, free diving o immersione, è il MUSAN – museo subacqueo. Questo museo, aperto solo dal 2021, raccoglie le opere dell’artista Jason deCaires, collocate a circa 8 – 12 metri di profondità. Lo si raggiunge a nuoto dalla spiaggia (è delimitato da boe ben visibili che segnano l’accesso e la fine). Rappresenta l’augurio di vedere ancora fondali marini vivi e floridi: appunto altrimenti conosciuto come foresta sommersa. La spiaggia di fronte è una delle più tranquille e meno affollate della zona. Ben attrezzata con lettini e sdraio a 2,50 euro al giorno!
Al tramonto scegliamo uno dei tanti sentieri panoramici a Capo Greco. Un posto che vale la pena vedere.

Il giorno seguente, in barca, lo vediamo da altra prospettiva, con alcuni tuffi fino al confine con Famagosta: non si va certo oltre le acque di Cipro nord; le stesse regole valgono anche in mare! In queste acque si avvistano ogni tanto le tartarughe del Mediterraneo, e anche branchi di delfini.
Torniamo per sera dove tutto è iniziato, a Larnaca, in totale relax a Mackenzie Beach, altra spiaggia di sabbia e lunga, moderna e con molti bar che ricorda Coral Bay nella parte opposta dell’isola. Questa però è talmente vicina all’aeroporto che gli arei sembrano decollare e atterrare sopra di noi. La gente non fa caso a questo. Beve birra e spritz ascoltando musica.
Sembra tutto così lontano nei pensieri, eppure vicino nelle distanze: un filo spinato che divide i confini e due culture completamente opposte, che convivono su un fazzoletto di terra in mezzo al mare, eppure si fanno la guerra.