Racconto di una babymoon
Cosa fare quando hai ancora un po’ di energie (ma non troppe) al settimo mese di gravidanza? Te ne vai alle Canarie!
Alla ricerca di una meta sicura — magari europea, non troppo vicina né troppo lontana, e soprattutto al caldo anche d’inverno — serviva un posto dove lui potesse ordinare una copa de sangría e lei sentirsi tranquilla durante i frequenti “mi scappa la pipì”. Il tutto prima della fatidica 28esima settimana, quella in cui molte compagnie aeree iniziano a storcere il naso all’imbarco delle donne incinte. Così, complice una delle solite offerte low-cost di Ryanair e Wizz Air, abbiamo scelto Tenerife per la nostra babymoon. Così la chiamano gli americani, che ormai hanno esportato ovunque il gender reveal e tutti quei rituali che celebrano l’attesa di una nascita, inclusa la tradizione dell’ultimo viaggio in due — o il primo in tre, a seconda dei punti di vista.
Premettiamo: a Tenerife c’è molto più da vedere e da fare rispetto a quanto raccontiamo in questo articolo. L’isola offre infiniti sentieri da esplorare, ben oltre le rotte più comode e frequentate — tra cui spettacolari trekking in altura intorno al Teide o camminate verso calette nascoste e selvagge. Ma abbiamo adattato l’itinerario alle esigenze del pancione, privilegiando il relax e scegliendo sempre i percorsi più agevoli. Tenerife si è rivelata un’isola dal clima gentile, rilassante, sorprendentemente varia… e soprattutto perfetta per una fuga fatta di passeggiate lente, panorami da wow, cene vista mare e, cosa più importante, zero stress.
Ecco com’è andato il nostro viaggio, in 5 giorni.
🥰 Giorno 1 – Pranzo sul mare e La Laguna

Partiti all’alba, da Pisa, atterriamo dopo 4 ore circa di volo, in orario, e presa l’auto a noleggio ci dirigiamo nel lungomare per una passeggiata rilassante nei pressi di Las Americas, una delle località più iconiche nel sud dell’isola. Scegliamo un posticino tranquillo con vista sull’estate e lui ordina la tanto desiderata copa de sangria, io un analcolico (e vado a fare la pipì). La zona è piena di ristoranti e bar. C’è un bel via vai di gente, sempre il sole, e un’atmosfera rilassata che ci fanno dimenticare di essere nel mese di febbraio. A una bancarella di strada acquistiamo subito dei souvenir: una collana con un ciondolo fatto di lava vulcanica a forma di ciuccio. Nel pomeriggio ci dirigiamo al nord fermandoci a visitare l’iconico paesino La Laguna che pare uscito da una cartolina coloniale. Qui cambia il clima: dalle infradito serve un giacchetto e persino un ombrello. Stradine acciottolate, balconi fioriti, colori ovunque, anche se piove. Fatto il check-in in hotel, nel nostro ultimo soggiorno adults only con quei buffet a colazione che sfamano anche le gravidanze dal maggior appetito a Puerto de La Cruz, scegliamo uno dei ristoranti tipici del posto per una paella.
🌋 Giorno 2 – Teide col pancione

Le partenze presto da Puerto de La Cruz ci deliziano sempre di viste spettacolari nella foschia della mattina con punti panoramici su calette nascoste e vuote. Sostiamo nei paesini caratteristici per qualche passeggiata e per interrompere i tragitti troppo lunghi in auto. Ogni sosta è una bella sorpresa e il Teide fa sempre da sfondo. Magari con qualche mese in meno può valere la pena una passeggiata nel Parco Nazionale del Teide dove il paesaggio è surreale: rocce vulcaniche, cielo limpido, e il Teide che svetta come un gigante. Nei dintorni, Vilaflor è un paesino molto carino e uno dei più alti della Spagna.
🌊 Giorno 3 – Relax sulla costa sud

Oggi è una giornata da dedicare al mare. Iniziamo con Los Cristianos. Passeggiatina sul lungomare, e i piedi, poi le gambe nell’acqua gelida dell’Oceano. Risparmio la pancia questa volta. Ma si sta benissimo in costume. Pranzo con un piatto di sardine (vanno provate perché le propongono tutti i menù). Nel pomeriggio abbiamo prenotato un’escursione in barca su un catamarano molto spazioso (che tenga bene le onde e non faccia sentire scossoni al pancione) e poca folla. Vale la pena spendere qualcosa in più per un po’ di lusso. E sebben non avessimo grosse aspettative, ma volessimo semplicemente goderci la vista dal mare e il relax sulla rete gigante a prua, vediamo davvero le balene: anzi, per l’occasione mamma balena con il suo balenottero.
⛰️ Giorno 4 – Calette nascoste e Masca

La mattina e gran parte della giornata sono dedicate alla Costa Adeje, ventosa e meno turistica. Qui ci fermiamo a visitare alcune calette davvero carine, cercate improvvisando su Google Maps. Non ci sono spiagge sabbiose come nella zona più affollata e accessibile, quella di Las Americas e Los Cristianos, ma coste frastagliate con insenature a scogliere e ciottoli.
Sul fare del tramonto ci fermiamo a Masca. Il villaggio, fatto di poche case e un punto ristoro, è incastonato tra le montagne. Sembra un presepe.
🧳 Cosa portare in valigia (oltre alla dolce attesa)
- Per il giorno: t-shirt morbide, pantaloni comodi, felpa leggera, scarpe da ginnastica e ciabatte, costume mare.
- Per il Teide e il nord: giacca antivento, pile, sciarpa e scarpe buone. In quota fa freschino!
- Accessori must: occhiali da sole, crema solare (sì, anche a febbraio), zaino leggero, snack a portata di mano (non si sa mai).
☀️ Il meteo (febbraio)
- Costa Sud: 18–24°C di giorno, freschino la sera. Sole piacevole, zero afa.
- Teide: freddo sopra i 2.000 m! Da piumino leggero e guanti.
- Zona Nord: leggermente più fresco e umido. Portare un k-way e un sorriso, perché probabilmente piove.
🚗 Consigli extra da pancia a pancia:
- Noleggio auto: dà libertà e evita tanti sbattimenti.
- Ascolta il tuo corpo: pausa caffè (o orzo se come me non ne sopporti più il sapore) = pausa pipì + pausa gambe + pausa foto.
- Non strafare: l’isola è bellissima, ma non scappa. L’importante è tornare rilassati, non esausti.
Babymoon riuscita. Tenerife è la coccola perfetta prima di un grande arrivo. Ci siamo goduti il tempo, la natura, il silenzio ma anche la bellezza di stare insieme, noi due. E da qui… siamo pronti per il prossimo capitolo.