Viaggio nelle isole di Saõ Miguel, Faial e Terceira.
Torniamo a volare, sull’oceano, tra i fiori e nelle caldere. Se la pandemia ci aveva tolto la voglia di viaggiare, di sognare un viaggio e renderlo realtà, o per lo meno ci aveva impedito di salire su un aereo, scoraggiati dai divieti, dalle limitazioni, e poi da qualche prenotazione cancellata, con questo viaggio ci siamo decisamente ripresi, tornando a respirare l’aria buona, quella di quando si vedono cose nuove, e si torna alle consuete, amate, indimenticate abitudini. In pratica abbiamo elaborato questo itinerario che conta in totale 8 voli aerei (inclusi gli scali) per visitare almeno 3 isole Azzorre (delle 9 che compongono l’arcipelago), trascorrere poi tre giorni sull’isola di Madeira, e finire con una settimana in Portogallo. Roba da matti… sì, un po’, lo ammetto. Ma in certi casi fa bene un pizzico di follia per tornare alla normalità.

Alle Azzorre abbiamo trascorso 10 giorni in totale così distribuiti: 5 giorni sull’isola di Saõ Miguel, la più grande e ben collegata al Portogallo con i voli, 3 giorni a Faial, il resto a Terceira, di ritorno al punto di partenza (Ponta Delgata) in volo con scalo di lunga durata. Il viaggio è stato costruito sulle offerte di voli low-cost, seppure anche questi alzino i prezzi durante l’alta stagione. Merita tornare a vedere ancora, visitando magari le altre isole, in un altro viaggio. Forse una lunga permanenza potrebbe risultare un po’ noiosa per chi come noi in vacanza non vuole riposarsi ma preferisce sentirsi un po’ trottola e sceglie una modalità più dinamica. Per vedere tutto l’arcipelago delle Azzorre in tutta tranquillità servirebbero all’incirca tre settimane. Ogni isola ha un fascino tutto suo, una sorta di identità storica e somatica. L’arcipelago, nel suo complesso, mostra sempre i germogli di una costante fioritura, assicura l’incertezza di un meteo variabile, ed una vegetazione rigogliosa in ogni stagione.

In poche parole, un viaggio alle Azzorre lo riassumiamo in distese di ortensie a decorare gli angoli della strada, i giardini dei villaggi e i poggi dei pendii, code di capodogli che spuntano e spariscono tra le onde da avvistare in lontananza, l’acqua blu, profonda dell’Oceano e nuvole di pioggia alternarsi ad arcobaleni dai colori forti e i caldi raggi di sole prima o dopo una tempesta improvvisa. Ed è camminando, lentamente, nei suoi luoghi più nascosti, che si comprende davvero la bellezza di queste isole, quando si riesce a scorgere, passo dopo passo, il volto puro, semplice e genuino della natura.

Non è assolutamente una vacanza di mare. Bensì è la meta perfetta per appassionati di trekking o di tranquille camminate. Covid-safe in termini di distanziamento sociale, poco affollamento nelle attività che si svolgono esclusivamente in spazi aperti, anche considerando dove si va a viaggiare: nel bel mezzo dell’Atlantico, tra Europa e America.

Le Azzorre sono nove isole di origine vulcanica. Alcuni vulcani sono ancora attivi e le eruzioni più recenti risalgono soltanto ad una ventina di anni fa. Altri hanno ormai le caldere coperte di verde, di foglie e di fiori, oppure di acqua, di laghi formatosi da esplosioni avvenute miliardi di anni fa. Qui è inutile fare previsioni: non servirebbe a nulla! Quindi meglio usare una app, consigliata anche dai locali, denominata Spot Azores, che mostra in webcam e in tempo reale, per ciascuna isola, le condizioni metereologiche dei maggiori punti di interesse. Si dice nelle Azzorre si vivano le quattro stagioni in solo un giorno: ed è proprio vero. Buffo notare, appena l’aereo si appresta all’atterraggio, come le nuvole grigie e minacciose o bianche e innocue siano costantemente addensate in corrispondenza della terra ferma, squarciate dal bel tempo oppure gonfie di pioggia sui rilievi, dove è probabile avere poca visibilità, mentre sul mare splenda sempre il sole. Impossibile non imbattersi nelle ortensie, a decorare non solo prati e giardini, ma anche le strade principali, a volte creando muri altissimi e fioriti di petali blu, celesti, viola, o bianchi. Il clima favorisce una continua primavera e rende le Azzorre sempre verdi e sempre fiorite in qualsiasi periodo dell’anno. Le coltivazioni per eccellenza sono quelle di ananas. Infatti pernottiamo in un affittacamere dal nome Pineapple Studio. I proprietari abitano di fianco agli appartamenti degli ospiti e alla loro serra di ananas. Ci accolgono con il sorriso e ci spiegano con una mappa in portoghese i luoghi di interesse dell’isola. Siamo pronti a camminare, ad affrontare i trekking, e ad improvvisare un bagno nelle cascate. L’abbigliamento giusto per chi vuole visitare le isole prevede il costume da bagno, ma anche vestiti da camminata, scarpe comode, una felpa, un giacchetto antivento, un k-way per la pioggia improvvisa, consci dei cambi di temperatura, dei momenti di pioggia e di quelli di sole, delle nuvole, della nebbia, e della calura, il tutto all’interno della stessa giornata. Quindi serve una valigia attrezzata all’estate, alla primavera, all’autunno. Mettete il classico abbigliamento “a cipolla”, ma soprattutto voglia di avventura. Ciascuna isola ha i suoi tratti caratteristici ed è forse l’incertezza metereologica, insieme alla costante della fioritura, che le accomuna tutte. Le Azzorre sono il punto più a Ovest dell’Europa. Fanno parte del Portogallo, ma hanno un governo autonomo. Solo le Azzorre centrali (Faial, Pico, Saõ Jeorge) permettono di avvistare la terra ferma dell’isola vicina, mentre le altre sono completamente circondate dal mare e non esiste conforto guardando all’orizzonte. Il gruppo delle Azzorre centrali è ben collegato in traghetto, attraverso le linee dell’Atlanticoline (le cui tratte sono state notevolmente ridotte durante la pandemia di Covid, per via del ridotto afflusso turistico da Europa e in particolare dall’America). Mentre per gli spostamenti da e verso le altre isole è preferibile, se non l’unica possibilità, prendere i voli interni della SATA Airlines. I voli hanno un costo fisso, di circa 90 euro (prezzo sola andata) e circa 115 euro (per i voli andata e ritorno, con o senza scali, talvolta anche di lunga durata, ad esempio 1 giorno). Le isole maggiori e collegate ai voli con il Portogallo e isole di arrivo dei flussi turistici, sono solamente Saõ Miguel e Terceira. Nel nostro breve itinerario abbiamo potuto ammirare anche il Pico, in volo, poco prima dell’atterraggio all’aeroporto di Horta, passando vicino alla vetta, sopra una coltre di nuvole.

SAÕ MIGUEL. Qui si trovano la capitale dell’arcipelago, Ponta Delgada, e la varietà di un’isola tutta da esplorare per scoprire itinerari di alta quota, miradouro (in portoghese “punti panoramici”) spettacolari, laghi, cascate immerse in scenari da Jurassic Park, ovviamente ortensie, piccole, medie e giganti, soprattutto giganti. La Vista do Rei nella località di Sete Cidades è forse il panorama più mozzafiato dell’isola. Miradouro do Inferno il più misterioso; perché la nebbia non ce lo ha fatto vedere. Lagoa do Fogo invece lo abbiamo visto, appena la nebbia si dirada e mostra il lago. Le cascate meritano un’intera giornata, di camminate, percorsi nel verde, fotografie ai fiori, un bagno nelle acque gelide, ospiti della natura. A Mosteiros il tramonto sottolinea i profili delle falesie sul mare. A Ferraira si fa il bagno in piscine naturali riempite dalla forza delle onde dell’Oceano durante le ore di alta marea. Nel tragitto ci si imbatte in villaggi di pescatori. Alle Furnas sgorga l’acqua bollente e qui si può assaggiare pietanze tradizionali di carne e verdure cotti al vapore del sottosuolo. Si passa dal lago al mare, dalla montagna al villaggio, dalla campagna alla spiaggia su quest’isola, maggiore ingresso dall’Europa o dall’America per chiunque sia diretto o in visita all’arcipelago. Per questo motivo l’isola più attrezzata al turismo di massa, ma non per questo snaturata del suo essere e pienamente valorizzata nei suoi aspetti naturalistici.
PICO. Pico deve il nome al monte dell’isola. Con i suoi 2.351 metri è il più alto del Portogallo. Visibile anche da Faial e Saõ Jeorge, è la più centrale tra le Azzorre. Ci siamo limitati a vedere Pico dalla marina di Horta; la vetta ancora scoperta dalle nubi che si addentrano poco sopra la metà del monte. Se avete più tempo a Faial potrete trascorrere un giorno o due a Pico raggiungendo l’isola in traghetto. Atlanticoline offre rotte giornaliere A/R e ad un costo inferiore a 10 euro a passeggero. Per la scalata al Pico serve un giorno di camminata, magari con una guida locale.
SAÕ JORGE. Isola di forma allungata, dalle falesie spettacolari e dalle onde più forti per i più bravi surfisti. Non mancano anche qui le piscine naturali create all’interno di rocce e insenature di origine vulcanica.
TERCEIRA. Terceira è, dopo Sao Miguel, la seconda isola per numero di abitanti ed estensione. Angra do Heroismo è un vero gioiello di città, per i colori delle sue chiese e delle sue case, per le finestre contornate da vernici dalle tinte accese. È una sorta di arcobaleno architettonico, ordinata creatività tra i palazzi del centro. Vale la pena passeggiare per le sue strade, perdersi, arrivare alla marina e poi entrare di nuovo nella via principale. Abbiamo cenato a O Cachalote (in portoghese significa capodoglio) per assaggiare, dopo le specialità di pesce che ovviamente non mancano in queste isole, finalmente un piatto di carne. E che carne! (Se lo dicono due toscani, fan della fiorentina, allora fidatevi.) Il piatto forte è steak on stone, ovvero filetto (alto almeno tre dita) cotto e servito su pietra lavica, accompagnato da tre salse, una dolce, una allo yoghurt ed una piccante. Il proprietario, nonché lo chef, è un personaggio di spicco che saluta ogni tavolo, dai clienti abituali, a quelli di passaggio, eseguendo il solito rito del taglio del primo boccone. Si trovano mucche un po’ ovunque lungo la strada e la qualità della carne è ottima. Vietato pensare che nelle isole – o meglio in queste isole verdi dove gli spazi per l’agricoltura e l’allevamento non mancano – siano buoni solo i piatti di pesce.
FAIAL. L’isola dei marinai. Il porto di Horta conserva nei suoi murales che colorano la marina le impronte del passaggio di navi da ogni dove, all’ultimo attracco prima di affrontare le acque incerte dell’Oceano. Non lasciare un disegno in questo luogo avrebbe significato cattiva sorte. La tradizione così si ripete sino ai giorni nostri e i murales dai colori più sgargianti sono quelli contemporanei, a coprire quelli ormai sbiaditi dal tempo, dal sale e dalle intemperie. Al Peter’s Café do Sport è obbligo assaggiare il Gin do Mar, il bar per eccellenza, il ritrovo prediletto dei marinai (oggi un pub, dove si mangia anche molto bene). Capelinhos è una formazione di sabbia grigia e roccia generata da una potente colata di lava. Su di essa si erge un faro. La strada verso la Caldera ci ha mostrato la più bella decorazione di ortensie, e lo spettacolo di una bocca del vulcano verde di erba, scoperta da nuvole di passaggio, mosse dal forte vento, a creare giochi di ombre e di luce. La nostra guest house era a Varadouro, dove ci si può rilassare sulle rocce di lava a creare piscine naturali dove fare il bagno.
FLORES e CORVO. Flores è la terra ferma più a Ovest del continente europeo. Corvo, l’isola più piccola e remota delle Azzorre; la si raggiunge solamente in barca, dalla vicina Flores. Spesso il viaggio è accompagnato dai delfini che affiancano le barche e giocano nuotando e tuffandosi di continuo durante il tragitto.
GRACIOSA e SANTA MARIA. La più a Nord (Graciosa) e a Sud (Santa Maria) nell’arcipelago delle Azzorre. Perfette per chi decide di esplorare le isole meno turistiche, e probabilmente meno attrezzate e abituate al turismo di massa.

Balene! Si può fare whale watching ovunque nelle Azzorre. In ciascuna isola è possibile avvistare i capodogli, ed è scontato vedere i delfini. Con maggiore fortuna si possono vedere anche altre specie di balene, e raramente persino le orche. In ogni isola si trovano varie compagnie offrono giri in mare per l’avvistamento dei cetacei. Noi abbiamo scelto Terra Azul, sull’isola di Saõ Miguel. Nella nostra escursione durata all’incirca tre ore abbiamo avvistato un branco di delfini, tre capodogli, di cui due in coppia, una tartaruga e una manta.

Isole Covid-free (per davvero). Nell’agosto 2021 la normativa Covid prevede il controllo dei passeggeri all’arrivo, e dopo 6 giorni di permanenza. Senza Green Pass (14 giorni trascorsi dopo la seconda vaccinazione), all’arrivo in aeroporto viene effettuato un tampone dal personale medico di servizio (interamente a spese del governo delle Azzorre, severo nei controlli, quanto protettivo nei confronti dei locali, altrettanto ospitale nei confronti dei turisti (tra i pochi governi che scelgono di pagare interamente i tamponi – PCR, tra l’altro i più dispendiosi – a chi non ha il QR code necessario alla libera circolazione nell’UE).

Come muoversi alle Azzorre? Meglio prenotare un’auto, per avere la libertà di girare l’isola in lungo e largo senza aspettare i bus che passano (forse) a orari incerti, o affidarsi ai taxi lontano dal centro della città o dall’aeroporto. Molte compagnie di noleggio, considerata la pandemia 2020 che ha ridotto drasticamente il flusso turistico, hanno venduto gran parte delle loro auto, lasciando le flotte orfane di mezzi e sparando prezzi assurdi sulle auto non prenotate nei periodi di alta stagione. Per fortuna avevamo prenotato con un anticipo di alcuni mesi l’auto a Saõ Miguel. Ci siamo arrangiati a Faial contrattando una buona tariffa con il tassista che dall’aeroporto ci aveva portato all’hotel e che ci ha poi portati a vedere i maggiori punti dell’isola nel suo taxi. Non avevamo bisogno dell’auto per vedere la sola antica capitale Angra Do Heroismo a Terceira e abbiamo usato un taxi dall’aeroporto all’hotel e viceversa. Di ritorno a Saõ Miguel ci siamo dedicati alle lezioni di surf a bordo oceano (scuola Ride with the Waves).

Quanto tempo per visitare le Azzorre? Le isole maggiori sono Saõ Miguel e Terceira, anche le meglio collegate ai voli in scalo dal Portogallo. Le attività all’aria aperta sono similari. Ciascuna richiede almeno cinque giorni per esplorarla in lungo e largo. Faial merita minimo due giorni. Altrettanti Pico, per gli appassionati del buon vino e delle scalate. Sempre in traghetto si può raggiungere Saõ Jorge. Servirà un volo interno per arrivare a Flores e da lì si può andare in barca a Corvo. Anche le isole di Santa Maria e Graciosa sono sperdute nel nulla e raggiungibili solo in volo, quindi vale la pena trascorrevi del tempo per non essere costantemente in viaggio. Tuttavia, non ci si annoia mai soffermandosi ad apprezzare le distese di verde vicino al mare, la sorpresa del sole dopo un acquazzone, e il profumo dei fiori.